Gioco
Nove cavalli morti del centro Ihp: ora si cercano tracce di cianuro negli organi
Volterra, nessuna anomalia dalle analisi su acqua e piante. Gli enti coinvolti nella vicenda propendono per un atto doloso
VOLTERRA. “Nel corpo della vittima ci sono tracce di cianuro”. Chissà quante volte avete sentito questa frase guardando un film. Di solito è un “giallo”, lo stesso colore che accompagna le morti degli animali al centro di recupero per cavalli sottoposti a sequestro, da parte della magistratura, dopo abbandoni o maltrattamenti. I decessi dei nove cavalli sono avvenuti tra la fine di dicembre e la metà di febbraio e finora le analisi di Asl e Istituto zooprofilattico, oltre a varie indagini portate avanti in laboratori inglesi e francesi, non hanno consentito di capire granché rispetto alle cause. Nessuna sostanza tossica neppure dai rilevamenti effettuati sull’acqua (Arpat) e sulle piante (esperti botanici dell’Università di Firenze) presenti nella tenuta di Tignano, nel territorio di Volterra al confine con la provincia di Siena. Ecco, quindi, che tra i rappresentanti degli enti coinvolti in questa vicenda si fa strada sempre più l’ipotesi dell’atto doloso. Questi cavalli, quindi, sarebbero stati uccisi. Ed è qui che s’inserisce il cianuro, perché a breve sarà coinvolto anche l’ospedale di Careggi a Firenze, da cui dovrebbero arrivare notizie sulla presenza o meno del veleno nei resti dei cavalli morti.
Non sarà, però, facile portare avanti i test per il cianuro. «È una sostanza estremamente volatile – dice Sonny Richichi, presidente dell’Italian horse protection (Ihp) che gestisce la tenuta di Tignano –. I campionamenti andrebbero fatti subito dopo il decesso e anche su organi congelati si rischia che le tracce si disperdano. Si tratta, però, di un tentativo indispensabile, visto che finora il cianuro non è stato cercato nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico per un motivo legato al protocollo dell’ente».
La decisione di coinvolgere Careggi è stata presa nella riunione di ieri, quando sono state rese note le analisi sull’acqua di Arpat e le perizie botaniche affidate a un esperto dell’Ateneo fiorentino. «Nessuna anomalia» da queste indagini. Stesso risultato dei precedenti test. «Secondo l’Istituto zooprofilattico, l’Asl Toscana Nord Ovest, l’Asl Volterra, l’Arpat, i carabinieri forestali di Volterra, la Regione Toscana e il ministero della Salute – dicono da Ihp – coinvolti nelle indagini sulla morte dei nove cavalli, si rafforza dunque l’ipotesi dell’avvelenamento doloso, sebbene dalle evidenze non possa essere data per certa».
«Ringrazio tutte le istituzioni per il lavoro svolto fino ad oggi e per il coordinamento dei diversi aspetti delle indagini – dice Richichi –. Le analisi svolte fino ad oggi restringono il campo, ma purtroppo non ci hanno dato la risposta chiara che speravamo di ottenere e che è invece di fondamentale importanza per l’organizzazione in sicurezza delle nostre attività».
Il presidente di Ihp aggiunge di voler tenere conto «degli esiti incoraggianti emersi dalle analisi sulle acque e sui pascoli per valutare un graduale reinserimento dei cavali al pascolo libero. Non avere una risposta certa sulla causa delle morti, suffragata dagli esiti di esami di laboratorio, lascia ancora un margine di dubbio molto ampio che ci impedisce di poter tornare con la dovuta tranquillità ad una gestione ordinaria del centro di recupero. Non va dimenticato che molti dei cavalli che vivono a Tignano sono stati affidati alla nostra associazione dalle procure e sono sotto sequestro giudiziario. Un aspetto che ci dà una ulteriore responsabilità nel fare scelte particolarmente delicate. La nostra priorità è garantire la sicurezza dei cavalli: per questo li reintrodurremo al pascolo, coerentemente con la nostra filosofia e con l’obiettivo di offrire loro il massimo benessere, ma solo dopo aver svolto ulteriori analisi dei terreni e messo a regime un efficace piano di sicurezza, anche attraverso una capillare rete di videosorveglianza».
Richichi aggiunge che nella riunione i rappresentanti dei vari enti presenti hanno dato parere favorevole al ritorno dei cavalli al pascolo all’interno della tenuta volterrana.
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