Italia
Travolta sul Piazzone, morì automobilista condannato
Il giudice ha tenuto conto del concorso di colpa nel sinistro e della condotta meritevole del giovane Patente sospesa un anno
PONTEDERA. L’incidente, avvenuto nell’estate 2016, aveva creato una certa impressione a Pontedera. Maria Francesca Chierchia, 89 anni, di Pontedera, venne investita da un’auto sul Piazzone, in pieno centro. In seguito all’investimento la donna morì. La vittima abitava nel quartiere di Fuori del Ponte dove la famiglia era molto conosciuta. Era insieme alla figlia: le due donne camminavano sul Piazzone quando una Smart, condotta da un giovane, Rudy Burchielli, di San Miniato, investì l’anziana. Non l’aveva vista mentre attraversava lontano dalle strisce pedonali e in un tratto della piazza piuttosto trafficato. La pensionata aveva sbattuto la testa contro il vetro anteriore e poi contro il marciapiede e in seguito alle ferite riportate si aggravò fino al decesso.
Per questo drammatico incidente, l’automobilista, difeso dall’avvocato Massimo Spigone, è stato condannato a un anno di reclusione in quanto nella ricostruzione del sinistro si è tenuto conto di un concorso di colpa del 15% e questo ha influito anche sulla condanna per omicidio stradale. Il giudice ha tenuto conto della condotta dell’automobilista e gli ha applicato la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per la durata di un anno. Patente che dopo l’incidente, proprio per la dinamica che aveva avuto, non gli era stata immediatamente revocata.
Per il risarcimento delle parti civili il giudice ha rimandato ogni valutazione da stabilire in sede civile stabilendo una provvisionale immediatamente esecutiva di 40mila euro per il nipote convivente e di 20mila euro ciascuno per gli altri tre nipoti conviventi. L’incidente era avvenuto in uno dei luoghi più frequentati della città.
Al momento in cui la Smart aveva investito Maria Francesca Chierchia erano presenti decine di persone. Anche se la vettura viaggiava a velocità moderata l’urto era stato violento. Le condizioni dell’anziana peggiorarono velocemente fino alla morte. –
S.C.
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