Il Tirreno

Pontedera

in tribunale 

Ristoratore sotto processo per lesioni alla ex

La donna è anche socia dell’attività. Per 6 volte i giudici gli hanno respinto il ricorso contro il divieto d’avvicinamento

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PONTEDERA. È iniziato con la costituzione delle parti e la definizione dei testimoni il processo per far luce sulla turbolenta relazione di una coppia di ristoratori della Valdera, titolari in società di una delle attività più conosciute della zona.

A giudizio con l’accusa di lesioni personali aggravate e maltrattamenti è finito un commerciante di 42 anni, più volte denunciato dalla donna, che ha 50 anni, anche per altre vicende.

I litigi tra i due erano all’ordine del giorno, come è emerso dopo la prima denuncia, in particolare nelle fasi finali della loro relazione e convivenza.

Uno degli ultimi episodi, all’esame del Tribunale a Pisa, avvenne proprio all’interno dell’esercizio commerciale, e per giunta di fronte alla figlia di lei che, a quel punto, convinse la madre a raccontare tutto ai carabinieri.

La donna, da quanto è emerso durante le indagini, fu costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso (dieci giorni di prognosi) e subito dopo presentò una prima querela per le percosse subite.

A quel punto, scattò un’inchiesta e l’uomo fu indagato per maltrattamenti contro familiari e conviventi, minacce e lesioni personali.

L’episodio in questione risale ai primi di luglio della scorsa estate: in quell’occasione, durante l’ennesimo litigio, il 42enne avrebbe strattonato più volte l’ex compagna, stringendola al collo, colpendola con pugni e calci, facendole sbattere la testa contro la parete e un tavolo e offendendola e minacciandola più volte.

A questo episodio seguirono una relazione dei carabinieri e l’applicazione di una prima misura cautelare in quanto, secondo l’autorità giudiziaria, c’era il «concreto pericolo che l’uomo proseguisse nella sua condotta contro la persona offesa, minacciandone l’incolumità».

Per il commerciante, dunque, scattò il provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’ex convivente e ai figli di quest’ultima, in particolare alla sede dell’attività commerciale.

«L’indagato – questa la motivazione espressa dal Gip del tribunale di Pisa e che l’indagato non è riuscito a far modificare – manifesta un atteggiamento di costante persecuzione, molestia e aggressività nei confronti della persona offesa, che rende fondato il timore per la sicurezza e l’incolumità».

Il legale dell’uomo, l’avvocato Serena Caputo, ha presentato più volte istanza di revoca della misura cautelare perché venisse annullata, ma la misura dell’allontanamento non è stata né attenuata né è mai decaduta. Sei volte, in quest’ultimo anno, il ristoratore si è sentito rispondere “no” ai vari tentativi di ribaltare la situazione.

Ieri mattina la parte offesa, assistita dall’avvocato Lara Cucci, era presente. Per la difesa dell’uomo invece era presente l’avvocato Riccardo Taverniti.

L’udienza è stata rinviata al 28 giugno quando inizierà il dibattimento. –

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