Sicurezza
«Libertà, democrazia e unità beni da custodire per il futuro»
L’appello del prefetto Giuseppe Castaldo durante la celebrazione del 25 aprile a Pisa A Cascina presente anche il 99enne Libero Cosci, testimone degli orrori di tutte le guerre
le cerimonie
«Una giornata di festa e insieme di impegno per il presente e per il futuro, nostri e delle nuove generazioni». Così il prefetto Giuseppe Castaldo durante il suo intervento in occasione del 74° anniversario della Liberazione, nell’atrio di Palazzo Gambacorti, sede del Comune di Pisa, in una giornata caratterizzata da iniziative e celebrazioni in tutta la provincia.
«Il 25 aprile – ha sottolineato Castaldo – è una data fondamentale della nostra storia comune: è importante che soprattutto i giovani conoscano e comprendano appieno i significati storici e permanenti di Resistenza e di Liberazione, che non si esauriscono nella lotta al nazifascismo, ma che rappresentano il primo essenziale momento per la riconquista della libertà e della democrazia».
«Dalla memoria di quei tragici eventi e dalla consapevolezza dei valori così riaffermati possiamo trarre la fiducia indispensabile per affrontare le sfide quotidiane. La complessità di queste sfide e delle incognite che vi si accompagnano richiede un nuovo senso di responsabilità nazionale, una rinnovata capacità di coesione, nel libero confronto delle posizioni e delle idee, e insieme nella ricerca di ogni possibile terreno di convergenza. Libertà, democrazia, unità sono beni che vanno difesi, custoditi e valorizzati sempre e incessantemente nel rispetto del Patto Costituzionale e dei suoi valori fondativi, che dal 25 aprile traggono origine e che – ha concluso il prefetto – sono il nostro sicuro presidio».
A Pisa il 25 aprile è stato dedicato al ricordo di Italo Bargagna primo sindaco all’indomani della liberazione della città, in occasione del 130° anniversario della nascita.
Bargagna, infatti, nacque il 3 aprile 1889, partecipò alla Prima Guerra Mondiale guadagnandosi una croce al merito e fu tra i protagonisti della Resistenza.
«Ho avuto il piacere di parlare con i familiari di Italo Bargagna – ha sottolinea il sindaco di Pisa, Michele Conti –. Un uomo del fare, un sindaco pragmatico che dette tutto se stesso per rimarginare le profonde ferite subite dalla città cominciando l’opera di ricostruzione. Un uomo delle istituzioni che ha fatto il suo dovere fino in fondo, un esempio a cui ispirarsi nel difficile compito di amministrare Pisa perseguendo il bene comune».
Le celebrazioni organizzate da Comune di Pisa, prefettura e Anpi (rappresentata dal presidente provinciale Bruno Possenti), dopo le deposizioni di corone di alloro ai monumenti dedicati ai caduti, si è conclusa, nell’atrio di Palazzo Gambacorti la cerimonia istituzionale
Cerimonia anche al Monumento in Memoria dell’eccidio della Romagna, per ricordare uno degli episodi più drammatici di tutta la Resistenza, uno degli eccidi più efferati, avvenuto alla Romagna, sopra Molina di Quosa, con 69 caduti, tutti uomini ad eccezione di Livia Gereschi, ad opera dei nazisti in risposta alle azioni partigiane del Monte Pisano.
A Cascina, alle celebrazioni che si sono svolte in piazza dei Caduti, era presente anche Libero Cosci, arrivato alla soglia dei 100 anni. E lui il simbolo e la testimonianza degli orrori di tutte le guerre.
Di San Frediano a Settimo, classe 1920, reduce della divisione “Acqui” con il grado di sergente maggiore, Cosci si trovava sull’isola greca di Cefalonia quando, a seguito dell’armistizio con gli Alleati firmato dall’Italia l’8 settembre 1943, la sua divisione fu annientata dall’esercito tedesco.
Libero riuscì a salvarsi perché creduto morto e con l’aiuto di una famiglia dell’isola riuscì a passare in Grecia, per poi finire in un campo di concentramento tedesco, da cui riuscì a fuggire restando alla macchia per più di due anni.
Cercando di ritornare in Italia, fu catturato dai partigiani titini e rinchiuso per tre mesi nel campo di concentramento jugoslavo di Borovnica. –
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
