Gioco
Gestione del Miravalle due candidati all’attacco: «Sbagliati modi e tempi»
Guazzini (liste civiche): «Doveva decidere la futura giunta» Altini (centrodestra): «In questa fase bastava una proroga»
SAN MINIATO. La procedura negoziata, senza pubblicazione di bando di gara, avviata dall’amministrazione comunale per affidare la gestione dell’Hotel Miravalle, finisce nel mirino dei candidati sindaci Manola Guazzini (liste civiche Cambiamenti e Attivamnte) e Michele Altini (centrodestra), che criticano i modi e i tempi scelti dalla giunta-Gabbanini per una concessione da 16 milioni di euro. In corsa con la San Martino di San Miniato (attuale gestore) anche le società fiorentine Puzzle e Papas.
«Non è opportuno e corretto – sottolinea Altini – che l’amministrazione di San Miniato abbia dato il via ad una procedura negoziata ad appena un mese dalle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale. La gara mesi fa era andata praticamente deserta e per questo motivo era stata prorogata provvisoriamente la gestione attuale – spiega Altini –. Non c’è attualmente alcun motivo per cui questa proroga non possa continuare per altri mesi. Non c’era nessuna fretta, oltretutto ricorrendo a quella che appare una forma di affidamento diretto. Siccome la concessione sarà, come si prevede, ultradecennale, decidendo oggi l’amministrazione in carica mette davanti al fatto compiuto la futura amministrazione, quale che sia. I futuri amministratori non potranno fare altro che subire questa decisione scorretta per un lungo periodo di tempo. E questo vale tanto più se si considera che il futuro dell’albergo non è un fatto secondario, ma rappresenta una partita strategica per il nostro capoluogo».
Guazzini, dal canto suo, critica che la giunta, che «anziché rendere pubblica nelle sedi istituzionali una questione come questa, aprendo anche, magari, una riflessione su come mai tutti i bandi di gara non hanno prodotto nessun esito, e dando conto di come l’attuale gestione “provvisoria” operi in modo precario, addirittura con i bagni in una situazione di degrado, si preferisce operare (o meglio dare l’impressione di operare) immediatamente con una procedura di cui il meno che si possa dire è che apre spazi all’arbitrio». E poi pone una serie di quesiti: «Questi soggetti che si sono dichiarati interessati “formalmente o in modo informale” come sono stati scelti? In quali tempi, anche tenendo conto della prossima scadenza dell’Amministrazione, chiuderà questa “procedura negoziata”?». E ancora «cosa si pensa potrà cambiare rispetto alla questione della fideiussione, che è il punto su cui si sono arenate le trattative precedenti? Come si pensa di poter giustificare, anche di fronte alla magistratura contabile, uno sconto di 120 mila euro? Sono tutte domande che sembrano non avere risposta».
L’altro nodo è, anche per la candidata sindaca delle due liste civiche, la tempistica: «Questa amministrazione comunale tra un mese e mezzo al massimo non sarà più in carica: non è il caso che continui ad arrogarsi la gestione di una partita così importante con procedure così disinvolte. Sarebbe meglio lasciare a chi subentrerà la libertà di decidere come gestire un patrimonio pubblico di questa rilevanza. Tanto più che se, come noi auspichiamo e siamo impegnati a realizzare, in futuro alla ricerca di effetti di annuncio e di immagine immediati si sostituirà una programmazione che vada al di là del giorno per giorno, una delle cose di cui si dovrà parlare a proposito della gestione del patrimonio è anche la definizione di una strategia precisa che consenta di fare fronte, in caso di insuccesso dei ricorsi in atto, alle penali a carico del Comune per il project senza compromettere la capacità di investimento e di intervento sociale». —
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