Sicurezza
Cadavere in Arno, mistero sull’identità
La salma potrebbe essere rimasta in acqua per 3 o 4 settimane. La vittima (un uomo) ha tra i 50 e i 60 anni
VICOPISANO. Camminavano nel fango e tra i canneti, lungo l’Arno, quando due pescatori, di origine albanese e residenti a Pistoia, hanno visto il cadavere di un uomo, già coperto da un sottile strato di limo per essere rimasto a lungo nell’acqua. I due uomini, che hanno circa 40 anni, si sono guardati increduli. Si sono avvicinati a quel corpo che da lontano poteva sembrare anche un grosso sacco abbandonato, circondato dall’erba. Erano però i resti mortali di un uomo: non c’era dubbio. Ai due pescatori, arrivati per la gita di Pasquetta, nonostante la giornata resa uggiosa dalla pioggia, non restava che chiamare i carabinieri. «C’è un uomo morto nel fiume», la segnalazione che ha messo in moto forze dell’ordine e soccorritori. Ma a distanza di alcune ore quel corpo, trovato con la faccia rivolta verso il fango, non aveva ancora un nome. Era lì davanti a loro, vestito con indumenti invernali, la maglia di lana e quella di pail, le scarpe sportive nere e i pantaloni pesanti, e intorno a lui calava un’aria di mistero. La vittima dovrebbe avere tra i 50 e i 60 anni. Nessuno, almeno nelle vicinanze, ha denunciato la scomparsa di una persona con le stesse caratteristiche. Potrebbe essere di un pescatore caduto nel fiume e lì rimasto per lungo tempo, il cadavere di un uomo, non ancora identificato, che è stato trovato nel pomeriggio di ieri a San Giovanni alla Vena, a due passi dal cimitero. Al momento del ritrovamento - il cadavere è stato recuperato con l’intervento dei vigili del fuoco - negli indumenti dell'uomo non è stato rinvenuto alcun documento. Il primo pensiero dei carabinieri, intervenuti da San Giovanni alla Vena e con la Radiomobile della compagnia di Pontedera, è stato quello di un suicidio. Ma negli ultimi giorni, o anche negli ultimi tempi, in provincia di Pisa non ci sarebbero state segnalazioni e denunce di persone scomparse o che si sono allontanate da casa. La salma, su disposizione del sostituto procuratore Sisto Restuccia, è stata trasferita all’istituto di medicina legale. Non è escluso che quando il cadavere verrà ispezionato all’obitorio possano emergere elementi utili alla sua identificazione. Da un primo esame sembra che la salma possa trovarsi nell’acqua da tre o al massimo quattro settimane. La vittima indossava abiti invernali e vicino al luogo dove è stato trovato c’erano materiali che fanno pensare che quando è morto fosse a pescare. Dopo avere avuto un malore potrebbe essere caduto riverso nel fango e lì è rimasto fino a quando non lo hanno trovato. Sono le prime ipotesi, ma da qui parte l’indagine. —
Sabrina Chiellini
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