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battaglia a montecastelli  

Borgo si ribella: «La Regione blocchi la centrale Magma»

Samuele Bartolini
Borgo si ribella: «La Regione blocchi la centrale Magma»

Il comitato ha presentato le osservazioni all’Ufficio valutazione ambientale: «No al nuovo impianto, il nostro comune è già il secondo geotermico d’Italia»

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Prima non c’era. Ora c’è. Il 5 febbraio scorso il Consiglio regionale della Toscana ha approvato la nuova legge sulla geotermia. È la normativa con regole più stringenti sulle richieste di concessione per realizzare nuovi impianti geotermici. «Ma la richiesta di Magma Energy Italia non rispetta la nuova legge», dice il Comitato Montecastelli Viva. E giovedì scorso è partito all’attacco. Insieme a Italia Nostra ha consegnato all’Ufficio valutazione d’impatto ambientale (Via) della Regione le osservazioni al progetto di realizzazione della centrale sperimentale nella zona Qualtra di Montecastelli. L’obiettivo è chiaro: bloccare la richiesta di autorizzazione e impedire la costruzione della nuova centrale.

Allora entriamo nel dettaglio. Vediamo cosa contesta il comitato a Magma Energy. La legge sulla geotermia dice: la nuova centrale deve stare accesa il 98% delle ore di funzionamento annuo perché l’impianto emette nell’atmosfera gli agenti inquinanti – tra i quali ammoniaca, acido solforico, acido solfidrico, mercurio e arsenico – soprattutto quando si ferma. Ma l’impianto di Magma, così dice il progetto, rimarrà acceso il 92% del tempo. Altra osservazione. La nuova legge istituisce il controllo della qualità dell’aria da remoto. Da ora in poi sono i tecnici Arpat a tenere sott’occhio gli agenti inquinanti. «Peccato che la centrale di Magma non lo preveda», dice il comitato.

C’è poi il Piano di indirizzo territoriale (Pit) della Regione a tutela del paesaggio. «Ma il nuovo impianto non lo rispetta. Sarà costruito vicino al borgo medievale e impatta col paesaggio circostante», insiste il comitato.

E fa da appoggio anche il progetto geotermico denominato “Castelnuovo”. Quello di concessione ministeriale. Il Mibact l’ha bocciato e secondo il comitato colpirebbe anche la centrale di Magma. Insomma. Il nuovo impianto geotermico non s’ha da fare. Inammissibile realizzarlo a Montecastelli. E c’è pure il sostegno del sindaco uscente del Comune di Castelnuovo Valdicecina, ora ricandidato con una lista area centrodestra, Alberto Ferrini. «Stiamo lavorando insieme ai Comuni di Radicondoli e Casole d’Elsa per riconoscere a Montecastelli il vincolo di pregio paesaggistico», dice al Tirreno. Anche se il progetto non ha trovato ancora una sua conclusione dal 2016. Ma tant’è. La battaglia per la difesa del piccolo borgo di Montecastelli è in pieno svolgimento. E quelli di Montecastelli Viva sono ormai abituati a tenere l’elmetto in testa. «È dal 2014 che insistono. Ancora non l’hanno capita. Noi qui la centrale non la vogliamo. Il nostro comune è già il secondo geotermico d’Italia. Abbiamo già dato. Se la costruiscono, faranno un danno enorme alla cultura e al paesaggio di questo territorio», dicono battaglieri. Prossimo step. Ora Magma ha trenta giorni di tempo per rispondere alle osservazioni del comitato. Sarà poi l’Ufficio Via della Regione ad avere l’ultima parola. Ma potrebbe non finire qui. Qualora la Regione concedesse l’ok alla realizzazione della centrale, il comitato passerà alle carte bollate e presenterà ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar). La battaglia è ancora lunga. —



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