Il Tirreno

Pontedera

indagini dei Carabinieri 

Finisce in carcere dopo la rapina con aggressione in centro

S.C.

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PONTEDERA. Le indagini sulla rapina con aggressione avvenuta in via Pisana pochi giorni fa sono concluse. E l’autore dell’aggressione, Khalid Chabki, classe 1974, che era stato identificato la notte stessa in cui aveva picchiato un giovane che aveva appena effettuato un prelievo al bancomat in via Carducci, nei pressi della stazione, è stato arrestato.

Il marocchino di 44 anni è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pisa, perché ritenuto responsabile della rapina aggravata commessa a Pontedera la sera del primo aprile. In quell’occasione il 44enne, stando a quanto era emerso dalla denuncia della vittima, un giovane di Crespina Lorenzana, gli si era avvicinato da dietro le spalle e gli aveva intimato di consegnare il denaro appena prelevato dallo sportello bancomat. Il 34nne aveva preso solo 50 euro ma questo il rapinatore non lo immaginava e così aveva deciso di tentare il colpo. Lo aveva aggredito colpendolo con un tergicristallo strappato da un’auto parcheggiata nelle vicinanze, facendolo cadere e riuscendo ad impossessarsi del portafogli.

L’arrestato è stato portato nel carcere di Pisa. In queste settimane i carabinieri della compagnia di Pontedera, partendo dal racconto della vittima, hanno analizzato alcune immagini delle telecamere della banca e della zona della stazione. In ogni caso il marocchino la notte stessa dell’aggressione era andato all’ospedale simulando di avere avuto un incidente stradale. Riccardo, meccanico 34enne di Crespina Lorenzana, si era difeso, tirando calci e pugni al marocchino che lo stava minacciando e picchiando con il tergicristallo “strappato” poco prima da un’auto. Nella colluttazione sia la vittima che il rapinatore erano rimasti feriti. L’aggressore era poi stato poi bloccato dai carabinieri al pronto soccorso, dove si era recato per farsi curare una ferita alla mano. Una volta che il fatto è stato ricostruito dai carabinieri, per il marocchino si sono aperte le porte del carcere. —S.C.

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