Il Tirreno

Pontedera

danni in un’abitazione 

Escono di casa per un’ora e i ladri aprono la cassaforte

Sabrina Chiellini
Escono di casa per un’ora e i ladri aprono la cassaforte

Il colpo è andato a vuoto ma i malviventi che hanno agito a Santo Pietro Belvedere avevano la fiamma ossidrica. «Hanno stordito anche il nostro cane, non ha abbaiato» 

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capannoli. «Siamo usciti di casa alle 10.40 e siamo ritornati un’ora dopo. Forse i ladri erano ancora in casa e ci hanno sentito. Comunque il colpo, al di là dei danni che hanno lasciato, non è andato a segno».

Lorenzo Fusi abita in un paese abbastanza tranquillo (a Santo Pietro Belvedere), ma non è la prima volta che ha a che fare con i “topi” d’appartamento. «Sono già venuti una volta, allora avevano fatto saltare il cilindro della porta. Ora, secondo noi, hanno stordito il nostro cane. Quando mia moglie è arrivata a casa ha avuto questa impressione. Di solito il cane abbaia a tutti, invece questa volta era davvero strano, era come se lo avessero addormentato dandogli qualcosa».

Il cittadino racconta la sua disavventura quasi con rassegnazione. «Ormai non c’è più nulla da portare via, sarebbe il caso che i ladri non venissero più...». Sicuramente erano in due e sono arrivati con la fiamma ossidrica, convinti che avrebbero svaligiato la palazzina in pieno giorno, quando le persone vanno al lavoro e le case diventano bersagli più facili.

Perché i vicini di casa (tra loro c’è anche la sorella di Fusi) hanno sentito i colpi dati alla porta mentre i ladri cercavano di entrare e poi hanno anche sentito il rumore della fiamma ossidrica usata per aprire la cassaforte, ma hanno pensato che Fusi stesse facendo dei lavori in casa.

Non immaginavano insomma che a fare quella confusione non erano gli operai ma i soliti ignoti - difficile infatti è scoprirli - che stavano armeggiando alla cassaforte. Ma sono rimasti delusi: nel forziere non c’erano cose di valore da rubare, a parte fogli e documenti. «Hanno lasciato la carta di credito, un computer, forse volevano altro ma non lo hanno trovato. C’erano alcuni orecchini di modesto valore, non li hanno presi». Il rientro a casa dei coniugi potrebbe avere costretto i “topi” a darsi a una rapida fuga. «La mia sorella ha visto un uomo fuggire verso il parcheggio ma non ha certo immaginato che fosse un ladro».

Il furto (anche se andato a vuoto) è stato denunciato ai carabinieri per le indagini. I danni che sono rimasti nell’abitazione non sono da poco. Perché i malviventi per entrare nella palazzina hanno forzato e rotto una porta che potrebbe essere stata colpita con un oggetto pesante o forzata con una specie di piede di porco. Invece la cassaforte è stata tagliata e dovrà essere sostituita.

In paese, dove quasi tutti si conoscono, la notizia del furto ha creato una certa impressione, anche perché i malviventi non sono entrati in azione di notte ma in pieno giorno, con una sicurezza che lascia senza parole. E poi in alcuni piccoli centri dell’Alta Valdera c’è ancora chi ha l’abitudine di lasciare le chiavi nella porta di casa. Quello che è successo alla famiglia Fusi dimostra che non è più il caso di farlo.

«Da quanto abbiamo saputo non siamo gli unici ad avere avuto questa brutta esperienza. Al circolo a Terricciola non essendo riusciti a forzare la porta, i ladri l’hanno buttata giù. Sappiamo anche di furti avvenuti a Capannoli, insomma non c’è da stare tranquilli». —

Sabrina Chiellini

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