Il dolore
5 Stelle: anche Nogarin per Luca Trassinelli
Il consigliere uscente presentato dal sindaco di Livorno M5S punta a una Pro Loco e critica la Casa della Salute
CASTELFRANCO. Sarà Luca Trassinelli a tentare di conquistare il Comune di Castelfranco per il Movimento 5 Stelle. Il candidato, 53 anni, nato a Pontedera ma castelfranchese da sempre, piccolo artigiano del settore calzaturiero e diplomato ragioniere e programmatore informatico, oltre che consigliere comunale uscente, è stato presentato ufficialmente ieri mattina dai pentastellati del territorio, fra i quali anche i consiglieri regionali Andrea Quartini e Irene Galletti, il deputato Francesco Berti ed il sindaco di Livorno e candidato alle europee Filippo Nogarin.
È stato proprio quest’ultimo ad aprire la presentazione, tenutasi prima nella Mediateca e poi in piazza Bertoncini: «Ho avuto l’onore di condurre un gruppo straordinario, quello di Livorno. La cosa migliore è stata aver fatto riscoprire alla città quel senso di comunità che era perduto. Auguro a Luca lo stesso».
«La ragione che mi ha visto entrare nel Movimento la prima volta la conoscono in tanti: è stata la battaglia contro l’inceneritore. Cinque anni fa siamo entrati in consiglio e questo ci ha dato opportunità, ci ha permesso di conoscere meglio la macchina comunale e tastare anche il lato più oscuro della politica – ha detto Trassinelli – Proprio per questo, credo che la nostra missione non sia conclusa».
L’incontro è stata poi l’occasione per presentare alcuni punti del programma. «Castelfranco fino a 20 anni fa era uno dei comuni migliori del comprensorio, in cui si viveva bene – ha detto il candidato sindaco – Poi è successo qualcosa e i risultati sono di fronte a tutti. Adesso c’è da rimettere tutto in sesto e non parlo solo di strade e marciapiedi. Dovremo lavorare anche sulla sicurezza, perché se i dati ci dicono che i reati nella nostra provincia sono in calo, le persone non se ne sono accorte. Una percezione che risente anche del fatto che il nostro territorio ha una forte vocazione immigratoria, mal governata, con una sofferenza da parte della popolazione».
Oltre ad un sistema di telecamere «in posti strategici», per il candidato del Movimento la riqualificazione del paese passa anche dalla creazione di un’associazione di promozione del territorio «tipo Pro Loco». L’affondo, poi, è sui servizi: «Leggiamo di un progetto per la nuova Casa della Salute all’Orto di San Matteo – dice il candidato – Quello che ci rende perplessi è che si proponga un progetto da oltre 2 milioni per una struttura, gli ex spogliatoi, a pochissimi anni dalla loro sistemazione e che oggi vengono definiti in pessime condizioni. Come è possibile che una struttura sulla quale si è investito pochi anni fa sia già in pessime condizioni? E soprattutto: come mai si deve lavorare sul nuovo senza invece investire in strutture già esistenti come l’edificio in Viale 2 Giugno? Penso che queste domande ce le dovremo porre noi, come dovremo porci il problema di riportare alcuni servizi nelle nostre frazioni». —
Nilo Di Modica
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