Il Tirreno

Pontedera

La protesta 

Quel circuito rumoroso che scaccia i clienti dal “Piazzone”

S.C.
Quel circuito rumoroso che scaccia i clienti dal “Piazzone”

Residenti e commercianti in polemica con gli organizzatori Lo shopping è rallentato Il risveglio con una gimkana  non del tutto in sicurezza

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PONTEDERA. Risveglio rumoroso per chi vive e lavora sul “Piazzone”. L’esibizione delle Ape Proto, dotate di veri e propri motori da corsa, ha mandato su tutte le furie commercianti e residenti. Rumori, smog e polemiche accompagnano un evento pensato per dare lustro a Pontedera, città dei motori. «È inaccettabile che il sabato mattina, in un giorno in cui abbiamo maggiori possibilità di vendere, che si chiuda il “Piazzone” in questo modo». Monica Marconcini, titolare della gioielleria “Fassorra”, non trattiene la sua rabbia. «Il rumore è assordante – aggiunge – non si riesce nemmeno a parlare». La commerciante fa notare che la presenza di transenne e balle di fieno non invogliano ad arrivare in centro. «Per entrare in negozio ho dovuto fare una gimkana. Gare come queste stanno bene al Cineplex, nel parcheggio del mercato». Stesso disappunto per il titolare dell’Autoscatto: «Non si può dire che in questo modo aiutino il commercio. Una manifestazione così porta poca gente e crea solo disagi a chi vuol venire nei nostri negozi». È polemica anche Gina Boschi dell’omonima boutique. «Se chiudono alle auto il “Piazzone” la gente non viene nemmeno nei negozi del corso». Sguardi rassegnati nei bar e anche in altri negozi del corso. Le polemiche corrono anche sulla chat dei commercianti. A protestare sono in tanti, a cominciare dall’edicolante di piazza Martiri della Libertà. La categoria è divisa: c’è anche chi sostiene che le iniziative vengono fatte solo su corso Matteotti e in centro con grave danno per le altre zone, come via Vittorio Veneto e viale Italia. Per non parlare di chi ritiene che l’esibizione delle Ape Proto non sia avvenuta in sicurezza. E per completare l’opera di prima mattina è arrivato un camion con cestello per installare una delle ultime opere di “Moti dell’anima”. —S.C.

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