La protesta
Gli occhi raccontano “I moti dell’anima” in un percorso d’arte che unisce la città
Strade e piazze del centro diventano un museo a cielo aperto per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci
PONTEDERA. “Moti dell’anima”, occhi che parlano, visi che comunicano stati d’animo. Leonardo da Vinci era un maestro in questo. L’evento a lui dedicato in questi giorni a Pontedera e che si inserisce nel quadro delle iniziative culturali legate alle celebrazioni per i 500 anni dalla morte del Genio, «assume una risonanza internazionale per la qualità delle opere e la presenza degli artisti», dice il sindaco, Simone Millozzi. «Il percorso che abbiamo attivato oltre ad abbellire i luoghi urbani, stimola la riflessione sul concetto di civismo e sulla cultura capace di tenere insieme le persone». Piazze e strade sono ora palcoscenici a cielo aperto di opere degli artisti Gustavo Aceves, Emanuele Giannelli, Giuseppe Carta, Elisabetta Cardella, Giant Sculpture Francioni Mastromarino, Venio Santoni, in un percorso nell’arte realizzato da Alberto Bartalini. Il progetto è patrocinato dalla Regione Toscana e fa parte del percorso Arte per non dormire – Pontedera ed oltre XXI secolo. L’incipit risiede nell’Oratorio di San Giuseppe, dove interviene Venio Santoni. In Piazza Martiri della Libertà «si ergono, entro robuste gabbie, possenti sculture, virili effigi di uomini costruite nell’efficace contrappunto tra l’intenso bagliore dell’oro e l’oscuro enigma del colore nero», afferma il critico d’arte Ilario Luperini. Opere di Emanuele Giannelli, un artista in cui i temi dei destini dell’umanità son trattati con una straordinaria sintesi tra la classica struttura e la moderna reinvenzione plastica. «Un’umanità che, scrutando verso l’alto, nella sua visionarietà, sa come districarsi dai lacci della rete. Ancora Leonardo: «Una volta che abbiate conosciuto il volo camminerete sulla terra guardando il cielo, perché là siete stati e là desidererete tornare». Con l’opera di Aceves in Piazza Curtatone e Montanara, l’attenzione si rivolge verso il rapporto che lega l’uomo e il cavallo. E la memoria corre verso gli studi condotti da Leonardo sulla figura del cavallo pensata per il monumento a Francesco Sforza e mai realizzata. Con un’ardita metafora sulla piccantezza dell’arte di Leonardo ecco presentarsi i peperoncini di Giuseppe Carta. Nell’atrio del Comune, la raffinata opera di Elisabetta Cardella: collane, orecchini, baffi, diademi, aureole, composte da peperoncini in forme diverse, adornano la figura della Gioconda. Infine, in Piazza Cavour il duo Francioni Mastromarino ci consegna una giant sculpture in cui il severo cipiglio di Leonardo coinvolge lo spazio. Un percorso possibile grazie alle aziende del territorio che credono nell’importanza dell’arte per comunicare e la sostengono.-
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