Per le dodici aziende pisane contatti con mercati emergenti
Per il presidente della Camera di Commercio Valter Tamburini l’evento ha confermato il valore della produzione pisana e aperto nuovi scenari mondiali
VERONA. Sono i grandi numeri, oltre ai grandi vini, quelli che hanno contraddistinto la 53ª edizione del Vinitaly, il Salone internazionale dei vini e distillati che si è chiuso ieri a Verona: più di 100mila metri quadrati, oltre 130 nuovi espositori diretti, a cui si sono aggiunti gli indiretti e i rappresentati, che hanno portano il numero totale di aziende presenti a 4.600.. L’evento è stato anche una vetrina prestigiosa che la Camera di Commercio di Pisa, nel rinnovato stand di 97 metri quadrati, dove hanno trovato ospitalità dodici aziende pisane rappresentative della quasi totalità dei territori a vocazione vitivinicola, da Terricciola a Peccioli, da Volterra a Montescudaio fino a Riparbella. “New entry” di successo il Consorzio Vini Terre di Pisa, con tre aziende inserite nella collettiva della Camera di Commercio.
Importante riconoscimento per "Torre del Vajo" 2015 Toscana Igp rosso, prodotto dall’Azienda Torre a Cenaia, che sarà una delle 625 etichette inserite nella guida 5StarWines the Book 2019.
Sul fronte commerciale, molti e interessanti i contatti tra i nostri operatori e le variegate delegazioni con l’intento di approcciare mercati differenti e intercettare quelli emergenti. In questa ottica il vino, nel prossimo futuro, parlerà sempre più asiatico essendo l’Asia Orientale l’area geopolitica dove l’import è cresciuto di più nell’ultimo decennio: +227% (6,45 mld di euro nel 2018), 11 volte in più rispetto ai mercati Ue e quasi il quadruplo sull’area nordamericana.
Nel 2018 l’export pisano di vino e bevande alcoliche, secondo Istat, ha toccato un nuovo record superando i 54 milioni di euro di controvalore con picchi del +23,3% delle vendite dirette in Cina, del +6,1% verso gli Usa, e il raddoppio dell’export verso la Finlandia.
«Nello scenario del Vinitaly - rileva il presidente della Camera di Commercio, Valter Tamburini – si è apprezzato quanto il connubio tra la nuova destinazione turistica “Terre di Pisa” e gli altri elementi territoriali di valore, in questo caso il vino, certamente tra le produzioni più antiche. Abbiamo avuto la conferma di stare sulla strada giusta». —
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