Sicurezza
«Necessario intervenire subito per rimuovere le esche»
PONTEDERA. Se la spugnetta è soltanto fritta, non c’è pericolo di morte immediata.
Il discorso cambia completamente se è imbevuta di sostanze tossiche. In ogni caso, c’è una manovra da fare immediatamente sul cane quando ci si accorge che qualcosa non va e si sospetta un’intossicazione da “esca alimentare”.
A spiegarla è Alessandro Soldani, noto veterinario che opera nell’omonimo ambulatorio in zona stadio.
«Quando il cane mostra segnali riconducibili a un malessere allo stomaco, va fatto immediatamente vomitare, somministrandogli acqua salata oppure, ancora meglio – spiega Soldani – acqua ossigenata».
La spugna fritta, però, difficilmente causa la morte dell’animale. «Se è soltanto fritta non mette in pericolo di vita l’animale, ma in alcuni casi– prosegue Soldani – può essere stata prima imbevuta di sostanze tossiche. In questa circostanza è ancora più importante far rigettare subito il cane, così che espella immediatamente le sostanze nocive».
In particolare, ingerire una spugna fritta per un’animale significa creare un blocco intestinale. «Si tratta comunque di un corpo estraneo, che una volta mangiato dal cane si imbeve di succhi gastrici e si blocca, perché non riesce a fuoriuscire dal corpo in alcuna maniera. L’animale manifesta da subito sintomi di malessere ed è necessario intervenire chirurgicamente per rimuovere la spugnetta o un altro tipo di esca».
Soldani, infine, spiega che quello del lago Braccini è uno dei rari casi di esche per animali a Pontedera. «Negli ultimi tempi non ho avuto cani intossicati nella mia clinica, gli ultimi casi sono stati sulla zona del Volterrano, dove alcuni cani impegnati nella ricerca di tartufi hanno ingerito polpette ripiene di chiodi». —
T.S.
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