Bocconi killer lungo il lago a Pontedera, allarme tra i proprietari di cani
Sono state trovate decine di spugne fritte sul percorso dove ogni giorno in molti portano a spasso il loro animale
PONTEDERA. Piccoli pezzi di spugna fritti disseminati per centinaia di metri. Nella zona in cui, ogni giorno, i proprietari di cani portano i loro amici a quattro zampe a fare una passeggiata.
L’allarme arriva dal lungo percorso pedonale che circonda il lago Braccini, alle porte del centro di Pontedera. Lì dove ieri mattina sono state rinvenute decine di “esche” che hanno il solo e unico scopo di far stare male gli animali che le ingeriscono. Come spiega il veterinario Alessandro Soldani, per i cani è molto difficile distinguere una spugna fritta da un boccone di cibo. Per gli animali, infatti, l’esca ha un aspetto invitante e gustoso. Una volta ingerita, però, provoca un forte malessere al cane e, in alcuni casi, può causarne addirittura la morte.
Come mai così tante esche sulle sponde del lago Braccini? E come mai sono comparse, tutte insieme, solo ieri mattina? Domande che ancora rimangono avvolte nel mistero. Intanto, ieri alcuni cittadini hanno provveduto a raccogliere le spugnette che hanno incrociato lungo la loro passeggiata. E infatti dentro ai cestini, nella zona del lago Braccini, ce n’erano moltissime. Ma il loro sforzo non è stato sufficiente a eliminare il pericolo. Tante altre esche sono rimaste a terra. Una situazione pericolosa per gli animali, in un’area in cui le persone, fino a ieri, liberavano in tutta serenità il loro cane.
Una sorta di “paradiso”, macchiato e rovinato da chi, inspiegabilmente, ha invaso la passeggiata di piccoli “finti” bocconi giallastri. Il Comune, nel frattempo, fa sapere che si impegnerà a monitorare la zona per capire se si tratta di un episodio isolato o se, invece, c’è qualcuno che si “diverte” a sistemare puntualmente spugne fritte vicino al lago Braccini. Anche se, il controllo dell’area sarebbe a carico del proprietario dello stabilimento Laghi Amalia, Daniele Bini, che comprende un ristorante e uno stabilimento balneare in estate. L’amministrazione spiega inoltre che con Bini c’è un rapporto di collaborazione, e quindi la volontà di risolvere la situazione, a maggior ragione se il problema dovesse presentarsi di nuovo. Ieri alcuni cittadini hanno pubblicato le foto delle spugnette fritte sui social network. Le immagini hanno riscosso decine di commenti indignati da parte di proprietari di animali e non solo. Un’ombra, dunque, aleggia sul lago di Pontedera. Un posto incantato che ora, d’un tratto, rischia di diventare l’incubo dei migliori amici dell’uomo e dei loro proprietari.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.30182194:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.30182194:1652444679/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
