Il Tirreno

Pontedera

i colori nell’arte 

Babb, un modo graffiante e ironico di vedere il potere

Paolo Falconi
Babb, un modo graffiante e ironico di vedere il potere

Le acqueforti di Giorgio Dal Canto hanno illustrato anche angoli di Pontedera Il pittore delle facce strane iniziò a dipingere abbastanza tardi: aveva quarant’anni 

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Se l’artista colombiano Fernando Botero è noto e apprezzato in ogni dove per le forme abbondanti delle sue donne, Babb lo è senza dubbio per i colori delle sue acqueforti. Già Babb, il pittore pontederese che firmava con questo pseudonimo le sue opere. All’anagrafe Giorgio Dal Canto, classe 1934.

Le sue prime passioni sono state la grafica e le incisioni. Ma si può dire che abbia iniziato a dipingere abbastanza tardi. Aveva infatti quarant’anni. Nonostante ciò incontrò subito grande successo di pubblico e di critica, grazie a una stretta collaborazione con il critico d'arte Ilario Luperini.

Ha realizzato la sua prima esposizione nel 1975. Nelle sue opere ha rappresentato il potere e lo ha messo a nudo, con la sua graffiante penna e la sua mente arguta, rivelando, anche attraverso il ricorso a un'ironia piuttosto amara, le contraddizioni della società di oggi. Insomma, come si dice da sempre: il re è nudo. Di professione faceva il decoratore nell’ex vetreria Pasquinucci, nel centro di Pontedera. Sempre un pizzico d’arte nelle sue vene, dunque, perché le incisioni e la grafica sono le sue prime passioni.

Era il pittore di Pontedera. E dei “pontaderesi”. Il pittore delle facce strane, sghembe, con gli occhi stralunati; tratteggiate con ironia e puntuta precisione. Il cantore degli angoli nascosti della sua città di cui era capace di descrivere ogni sfumatura, ogni personaggio, dal più umile dei lavoratori, al commerciante storico.

Lo scrisse anche il nostro giornale il giorno dopo la morte – il 23 maggio 2016 – dell’illustratore di vignette sul periodico di vernacolo pisano "Er Tramme". Ma ebbe modo di collaborare anche con Il Tirreno attraverso la realizzazione di numerosi disegni dalla vena satirica. Ogni fine anno, da tanti anni, l’uscita dell’Almanacco pontederese rappresentava un appuntamento atteso per la città di Pontedera, dove Babb confezionava le copertine e le illustrazioni.

Quel nome, anzi quel soprannome di Babb, risale all’adolescenza di Giorgio Dal Canto, affibbiato da alcuni amici di giochi. Lui, con il suo fare ironico e dissacrante, se ne appropriò quando si aprì all’arte, concentrandosi sulla pittura a olio e ritagliandosi un posto di rilievo nel vasto panorama artistico toscano.

«L’ispirazione dei quadri di Babb arriva da Alberico Morena, di Gubbio, che negli anni Settanta fu protagonista di una mostra proprio a Pontedera», ebbe a racconta il pittore Leopoldo Terreni. Le sue opere, comunque, hanno descritto, con entusiasmo e libertà di spirito, le contraddizioni del tempo moderno, e la solitudine delle persone dal punto di vista che più gli piaceva: quello dei più deboli contro la tracotanza dei potenti.

«Un artista e un uomo straordinario che mancherà all'intera nostra comunità ma che per sempre resterà il pittore di Pontedera e dei pontaderesi», con queste parole lo volle ricordare il sindaco di Pontedera Simone Millozzi all’indomani della scomparsa. Mentre l'assessora alla cultura Liviana Canovai ricordò che Giorgio Dal Canto, con le sue opere «si è interessato a tutto ciò che circonda l'umanità attraverso una satira pungente, dissacrante. Sovvertendo i canoni tradizionali ha messo in discussione le abitudini quotidiane di ognuno e il comune modo di pensare, creando così immagini tanto provocatorie quanto paradossali».

Il simbolo per eccellenza delle incoerenze italiche per Babb fu senz’altro Pinocchio. Applaudita e ricca di consensi la sua presenza alla Biennale di Venezia nel 2011 per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia con le composizioni a tema La Bugia.

Tra le cartelle di acqueforti realizzate le "Cinque incisioni", "Le Carte", "Pontedera ricordo degli anni '30", "Viaggio immaginario", "I vasi di Pandora", "Un saluto da...", "Nostalgia", "Incantamenti", "Controfiaba". E anche alcune mostre tematiche organizzate con altri artisti: per esempio "I giochi e le scommesse dell'uomo" con Dino Carlesi, "Disgrazie di un paese" con Riccardo Ferrucci, "La storia finita, 26 dipinti per la Torre" con Ilario Luperini.

Altri suoi interventi sono stati realizzati all'aeroporto Galileo Galilei di Pisa nel 2011, sempre La Bugia. Anche gli elefanti hanno il naso lungo: una rete lunga oltre cento metri e alta circa due metri e mezzo lungo la viabilità esterna. Una “sua” Vespa disegnata è esposta al Museo Piaggio vicino agli storici modelli dello scooter. La sua pur vasta attività di grafica fu protagonista nei bozzetti per le cartoline ufficiali della Mostra filatelica nazionale per il centenario di Pinocchio a Firenze. —

Paolo Falconi

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