Gioco
Riapre alle visite la miniera di rame più ricca d’Europa di tutto l’Ottocento
Definito il calendario da domenica 7 e per tutta l’estate Qui nacquero la Montedison, le lotte e le leghe dei minatori
montecatini valdicecina. Per 80 anni fu la miniera di rame più ricca d’Europa. Dal 1827 fino al 1907 Caporciano, a circa un chilometro dal centro di Montecatini Valdicecina, regalava il prezioso (allora) minerale per gli usi più disparati. A conferma, se non altro, delle spiccate risorse presenti nel sottosuolo dell’intera Alta Valdicecina fin dall’antichità: salgemma, rame, alabastro e fluidi geotermici lo stanno a testimoniare.
Ecco, quindi, che si è sentita quasi la necessità di far conoscere questo patrimonio immenso - e al tempo stesso spettacolare - in parte ancora attivo, in parte dismesso per le cambiate necessità della società, aprendo il Museo delle Miniere: insieme alla realtà del sito minerario di Caporciano vuole rappresentare la vasta gamma di risorse, di luoghi e di attività legate al sottosuolo dell’intera Alta Valdicecina.
Il Museo delle Miniere riprende con aprile le sue aperture domenicali con un programma ancora più intenso dal 25 aprile al 1° maggio. Le domeniche 7, 14 e 21 aprile oltre a lunedì 22 (Pasquetta) sarà aperto dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 16.30 con partenza delle visite guidate alle 10, alle 11.30 e poi alle 15 e alle 16.30.
Invece, dal 25 aprile al 31 maggio, le aperture ai visitatori sono da giovedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Con partenza delle visite alle 10, alle 11.30 e nel pomeriggio alle 15, 16.30 e 18. Già definito anche l’orario estivo (dal 1° giugno al 31 agosto) sempre dal giovedì alla domenica: dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 con visite guidate alle 10, 11.30, 16, 17.30 e 19.
Due guide per ogni turno per accompagnare un massimo di 25 persone a visita, come evidenzia il consigliere delegato di Montecatini Valdicecina Fabrizio Rosticci. Il quale ricorda l’importanza che rivestirono quelle miniere nella seconda metà dell’Ottocento «per l’alto quantitativo di minerale estratto. Il 35 per cento veniva lavorato sul posto, una parte del materiale era portato in Val di Bisenzio affinché non fosse andato perso nulla dalla lavorazione».
Con i muli il rame estratto veniva portato a Casino di Terra e poi in treno a Vada e quindi a Livorno. Da dove si imbarcava per l’Inghilterra dove era molto apprezzato: erano gli anni d’oro dell’Ottocento. L’energia elettrica si stava espandendo e le condutture di rame conobbero il massimo dei consensi, non soltanto in Italia ma anche nel resto del Vecchio continente.
«E poi nel 1888 nacque la Montecatini Spa, divenuta poi Montedison. La prima giunta socialista in Toscana è nata qui, e qui presero vita le leghe dei minatori, divenute poi sindacati di categoria». Insomma, una vera fucina di movimenti e di conquiste operaie.
Oggi di quelle miniere di rame sono visitabili parti delle gallerie ottocentesche (il reticolo delle gallerie si estende per circa 35 km fino a una profondità di 315 metri), la torre di Pozzo Alfredo (con il montacarichi originale) e la chiesa di Santa Barbara, simbolo della devozione dei minatori per la loro patrona.
Anche il sindaco Sandro Cerri si dice soddisfatto di come stanno andando le visite al complesso museale di Caporciano che con il trecentesco Palazzo Pretorio è parte integrante di un ricco circuito di visita, materiale documentario di tipo amministrativo (libri paga, prospetti dei lavori, registri, corrispondenza) e tecnico (con piante e profili di gallerie, disegni di macchine e di attrezzature, disegni edilizi). —
Paolo Falconi
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