Attenzione
Rapinatore seriale di banche condannato per quattro assalti
Sentenza di 4 anni e 4 mesi con rito abbreviato I raid tra Montopoli, Forcoli e Montecatini Valdicecina
montopoli. Un professionista delle rapine in banca. Un globetrotter dei colpi ai danni degli istituti di credito capace di infilare arresti e condanne in mezza Toscana con una particolare frequenza nelle province di Pisa, Grosseto e Siena.
Ieri mattina Salvatore Tarantino, 49 anni, domiciliato nel Grossetano, è stato condannato con rito abbreviato a 4 anni e 4 mesi dal gup Giulio Cesare Cipolletta. Il pm Giovanni Porpora aveva chiesto 6 anni. Tarantino, assistito dall’avvocato Alessandro Bartolozzi, è libero, ma non era presente in aula. Nel processo discusso nell’aula gip il 49enne era accusato di quattro rapine avvenute tra il 2015 e il 2016 al Monte dei Paschi di Siena di Montopoli Valdarno nel giugno 2016 (3mila euro il bottino); due volte a filiali della Cassa di Risparmio di Volterra di Montecatini Valdicecina (oltre 20mila euro); e un colpo a una banca di Forcoli. Si muoveva sempre da solo. Le cronache dell’epoca raccontano di un bandito solitario che, armato di trincetto, si presentava agli sportelli di piccoli istituti di paese e senza usare violenza riusciva a farsi consegnare il denaro contante. Poi la fuga. I quattro raid in provincia sono diventati prima un rinvio a giudizio e da ieri una condanna. Non è l’unica collezionata da Tarantino, professione ufficiale muratore.
In uno degli ultimi arresti a Grosseto per evitare di essere riconosciuto, una volta entrato dentro alla banca con la pistola in pugno, aveva finto di essere un uomo di origini maghrebine facendo leva sulla sua carnagione olivastra e tentando così di sviare le indagini dei carabinieri. Durante l’interrogatorio il rapinatore non solo si complimentò per l’attività investigativa, ma indirizzò i carabinieri verso il covo dove teneva nascosto il kit del “buon rapinatore”. Alcuni militari avevano percorso un sentiero di un’area boschiva di Pomarance, vicino alla frazione di Montegemoli, e sotto un cumulo di macerie avevano rinvenuto la sacca indicata dall’arrestato. All’interno c’era una pistola, una scacciacani nera priva di tappo rosso ma totalmente simile ad una pistola vera, completa di 48 colpi, una collezione di porzioni di collant da donna e un berrettino da pescatore a falde larghe, utili per futuri travisamenti. —
Pietro Barghigiani
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