Sicurezza
Pastorale giovanile con il vescovo tra le celle del carcere
La delegazione guidata da monsignor Migliavacca ricevuta dalla direttrice Maria Grazia Giampiccolo. 40 i soggetti presenti condannati all’ergastolo
VOLTERRA. I ragazzi della Pastorale Giovanile, accompagnati dal vescovo di San Miniato, monsignor Andrea Migliavacca, sono stati in visita al carcere di Volterra. Sono stati accolti dagli operatori dell’istituto, dalla polizia penitenziaria e dalla direttrice Maria Grazia Giampiccolo, che li ha accompagnati per un iniziale giro lungo le mura antiche della fortezza che ospita oggi la casa circondariale, tour che è servito a presentare la realtà e la storia della struttura. Il carcere volterrano, classificato “a media sicurezza” dal 2013, ospita circa 180 detenuti uomini che stanno scontando pene lunghe e definitive, dalla durata di 13-15 anni fino all’ergastolo (sono 40 gli ergastolani).
Proprio per il lungo periodo di detenzione e riabilitazione, è stato possibile inserire in questo carcere attività formative a lungo termine e progetti di alto significato socio-culturale. Tra i più importanti: una scuola interna, che va dalla formazione primaria fino alle scuole superiori, con ben tre indirizzi (agrario, artistico e geometri). Di rilievo anche le attività promosse dal Comune di Volterra in collaborazione con alcune associazioni sociali, tra cui sono da ricordare il laboratorio di sartoria gestito dai detenuti stessi, un orto ricavato nei giardini della fortezza e una scuola teatrale. Una serie di iniziative pensate per realizzare un ponte tra la vita delle persone fuori e quella dei detenuti dentro, favorendo il loro recupero sia che la permanenza in istituto sia definitiva (come nel caso degli ergastolani), sia in previsione di un rientro nella società civile: «Si pensa che qua dentro non esista il concetto di tempo, ma non è così. Il tempo dei detenuti scorre come il nostro, ma restando invariabilmente parallelo ad esso» ha detto un operatore. Alla fine i giovani della Pastorale hanno avuto la possibilità di incontrare anche alcuni detenuti e conversare con loro.
La giornata è stata organizzata anche con il supporto decisivo dell’associazione culturale Spatha Crux cui vanno i ringraziamenti della curia. –
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