Il Tirreno

Pontedera

LAVORO 

Oltre 50 operai sul piede di guerra: «Lasciati a casa senza dignità»

Nilo Di Modica

Ieri la protesta dei lavoratori di fronte ai cancelli d’ingresso dello stabilimento Piaggio  «Meritiamo un contratto a tempo indeterminato» 

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PONTEDERA. «Messi alla porta senza un motivo e senza dignità». Denunciano un caso di discriminazione e mancata regolarizzazione gli oltre 50 lavoratori, in gran parte lavoratrici, che ieri mattina si sono radunati di fronte alla Piaggio insieme ai rappresentanti dell’Usb e di altre sigle del sindacato di base.

«L’azienda Piaggio assume un centinaio di lavoratori con contratto a termine. Peccato però che altri lavoratori, che hanno lavorato in Piaggio per molte stagioni (alcuni dal lontano 2004), non siano stati nemmeno interpellati – scrivono i lavoratori –. Noi siamo gli operai del “bacino”, da cui hanno attinto ogni anno, messi alla porta senza dignità. Uno dei motivi per cui l’azienda Piaggio ci ha lasciati a casa è il decreto Dignità. L’azienda ha pensato bene di aggirare l’ostacolo chiamando lavoratori nuovi, non rispettando l’integrativo del 2009, mai disdetto da nessuna parte, né sindacale né aziendale, per cui ancora in vigore. La delegazione sindacale è in trattativa da novembre 2017 per fare il nuovo integrativo e sta chiedendo la trasformazione da part-time verticale a full time nell’arco dei prossimi tre anni. Visto che noi lavoratori del bacino abbiamo tutte le giornate lavorative maturate per avere un contratto a tempo indeterminato (considerando anche l’accordo per cui nei due anni con contratto tramite agenzia interinale sarebbero state contate le ore), chiediamo che venga proposto a noi rimasti del bacino un contratto a tempo indeterminato, full o part-time, dato che la legge lo prevede. Con questa nostra iniziativa, vogliamo far sapere all’azienda Piaggio che noi ci siamo, e soprattutto abbiamo dato tanto a questa azienda: dal primo giorno in cui abbiamo messo piede in Piaggio sono passati molti anni e tutti noi abbiamo costruito la nostra vita anche in vista del lavoro nell’azienda. Chiediamo il rispetto degli accordi presi e che ci venga restituita la dignità». Previsto nei prossimi giorni un incontro in Comune. —

Nilo Di Modica

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