Il Tirreno

Pontedera

il dramma 

Morto dopo una testata, collega sotto processo

Pietro Barghigiani

A giudizio in Corte d’Assise un operaio accusato di omicidio preterintenzionale. La vittima morì dopo un mese di agonia

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BIENTINA. Un processo in Corte d’Assise con un imputato che dovrà difendersi dall’accusa di omicidio preterintenzionale per una testata contro un collega morto dopo un mese di agonia.

Zinhi Cullaj, 24 anni, albanese, residente a Bientina, è stato rinviato a giudizio dal gip Giulio Cesare Cipolletta che ha accolto la richiesta del pm Giovanni Porpora.

I difensori dell’imputato, gli avvocati Sara Baldini e Laura Deri, avevano invocato una sentenza di proscioglimento.

Non c’è ancora la data del processo. Il Tribunale dovrà formare la giuria (due giudici togati e sei popolari). Presenti in aula gli avvocati dei familiari della vittima - studio Cianferoni di Firenze - che si sono costituiti parte civile.

L’episodio che sarà rievocato in aula risale all’8 arzo 2018 all’interno della segheria “Nicola Incontrato” a Bientina. Secondo l’accusa Astrit Gerdeci, nato in Albania nell’ottobre del 1973, venne colpito da una testata sferrata da Cullaj. Nessun testimone presentata all’assalto. Una discussione degenerata in lite. La domenica di Pasqua il decesso.

L’operaio, da 20 anni alle dipendenze della ditta, venne trovato da un collega negli spogliatoi della fabbrica, alla fine del turno di lavoro, inizio del pomeriggio. Astrit non rispondeva. Era steso sul pavimento e aveva alcune ferite alla testa. I colleghi e il figlio del titolare della segheria avevano chiesto l’intervento del 118. Stando alla ricostruzione eseguita dai carabinieri all’origine dell’alterco ci sarebbe stata un’incomprensione per ragioni di lavoro – uno tagliava pezzi di legno, l’altro li assemblava –. Gli investigatori il giorno successivo all’aggressione avevano denunciato per lesioni gravissime Cullaj che si era difeso sostenendo di essere stato offeso, lui e la sua famiglia, da Gerdeci. Un affronto pesante. Di qui la reazione che aveva innescato prima la morte dell’operaio e ora il processo per omicidio preterintenzionale del 24enne che nel frattempo è rientrato al lavoro nella segheria.

Dopo i soccorsi Gerdeci era stato trasportato all’ospedale di Cisanello e lì ricoverato nel reparto di rianimazione. È rimasto in fin di vita per alcune settimane ma il suo destino era segnato proprio per le gravi lesioni cerebrali. Cullaj finisce in Corte d’Assise per un reato che viene punito dai 10 ai 18 anni di reclusione. —

Pietro Barghigiani

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