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IL GIALLO DI TIGNANO 

Un botanico per far tornare a pascolare i cavalli

A.Q.
Un botanico per far tornare a pascolare i cavalli

Sabato all’Ihp arriva un esperto per individuare eventuali pericoli nella vegetazione dopo la misteriosa strage di animali

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VOLTERRA. Tutto tace da parte di Asl e istituto zooprofilattico sul fronte della misteriosa morte dei cavalli al centro di recupero Italian horse protection (Ihp) di Tignano, nella campagna volterrana al confine con la provincia di Siena. Ma gli animali non ce la fanno più a stare rinchiusi nei recinti e costretti a dormire nei capannoni per evitare di esporti a pericoli. E allora, l’associazione ha incaricato un botanico dell’Università di Firenze per analizzare la vegetazione della tenuta, individuare eventuali piante nocive e, soprattutto capire in quale zona poter far pascolare di nuovo i cavalli.

«Non possiamo più tenerli in stato di privazione – ammette il presidente di Ihp, Sonny Richichi – e allora cerchiamo il modo di farli stare liberi durante il giorno in aree della tenuta controllate. Per questo sabato avremo la visita dell’esperto botanico e domenica faremo il punto della situazione per capire dove far stare gli animali».

Una decisione inevitabile in un contesto che, agli occhi dei volontari dell’associazione, sembra assurdo. «Non sappiamo ancora nulla sulle cause che hanno portato alla morte dei nove cavalli – aggiunge Richichi – Abbiamo sollecitato l’Asl affinché faccia richiesta all’istituto zooprofilattico di Bologna dei campioni analizzati all’inizio dell’anno, subito dopo le otto morti avvenute nella tenuta. Pensavamo che fosse una procedura già avviata ma, evidentemente, ha bisogno di ulteriori richieste da parte nostra. Attendiamo ancora l’Arpat che si è detta disponibile ad analizzare l’acqua presente nella nostra zona, mentre la verifica sui terreni, a detta dei tecnici dell’agenzia, sarebbe più problematica senza un obiettivo preciso».

Insomma, tutto sembra ancora molto nebuloso attorno a uno dei misteri più inquietanti che si sono verificati di recente. La morte di otto cavalli prima e del nono a distanza di un mese e mezzo resta ancora senza un perché. Ma al centro di recupero per cavalli giunti a Tignano dopo il sequestro da parte della magistratura, in seguito ad abbandoni o maltrattamenti, si comincia a respirare un’aria pesante. «Molti cavalli presentano comportamenti tipici di chi è privato della propria libertà – sottolinea ancora il presidente dell’associazione – E, in molti casi, notiamo segni di ferite dovute a litigi che si sviluppano di notte a causa della necessità di dover far dormire gli animali in un capannone. È davvero difficile operare in queste condizioni- Speriamo arrivi presto la soluzione». —

A.Q.

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