La manifestazione
Lei lo denunciò per stalking, lui la trova morta
La Procura dispone l’autopsia per una 51enne. In Tribunale il 17 aprile l’udienza del processo a carico dell’uomo
casciana terme lari. L’ha trovata riversa senza vita sul pavimento del soggiorno-cucina nel monolocale dove viveva da tempo.
Lui, Gerardo Cantalupo, è l’ex compagno che la donna Edwig Doddoli, 51 anni, aveva denunciato per stalking. Il 17 aprile ci sarebbe stata l’udienza in Tribunale. Con queste premesse la morte è stata subito una storia da bollino rosso per gli investigatori che si sono precipitati nell’abitazione in località Boschi di Lari dove il 57enne ha scoperto il cadavere della donna che lo aveva denunciato, ma con la quale i rapporti nel corso del tempo si erano rasserenati. Un recupero talmente evidente che è stata proprio la mamma della vittima, Nora Cantini, nota proprietaria castello Upezzinghi di Usigliano, a telefonare a Cantalupo per fargli presente la sua preoccupazione per non riuscire a parlare con la figlia. Il sopralluogo del magistrato di turno, Miriam Pamela Romano con il medico legale Luigi Papi ha escluso segni di violenza sul corpo di Edwig. L’esame esterno del cadavere esclude l’ipotesi dell’omicidio e propende per le cause naturali. Per rimuovere ogni scrupolo è stata decisa l’autopsia e la salma della donna, originaria di Livorno, è stata trasferita nel pomeriggio all’istituto di medicina legale.
Il ritrovamento del corpo risale alle 12,30. Nora Cantini insiste con le telefonate, ma la figlia non risponde. Prima di attivare i soccorsi decide di chiamare l’ex compagno.
Quando Cantalupo entra nel monolocale ci mette poco a imbattersi nella donna. Dà l’allarme e quando soccorritori e carabinieri si presentano nella casa il cuore di Edwig ha smesso di battere. Al momento di identificare l’ex convivente dalle banche dati viene fuori l’elemento della denuncia che nel frattempo è diventata processo. Il 17 aprile la donna avrebbe dovuto testimoniare in aula contro l'ex compagno.
Sul posto ci sono il comandante del nucleo investigativo, maggiore Sebastiano Sergio Pennisi e quello della Compagnia di Pontedera, maggiore Michele Cataneo e il magistrato che guida i primi accertamenti. Il responso del medico legale elimina i dubbi che la situazione processuale della coppia avevano fatto muovere gli inquirenti. Lo scenario di un possibile femminicidio evapora nel giro di qualche ora.
Una coincidenza suggestiva, ma priva di riscontri reali almeno a prima vista sul corpo della donna che assumeva farmaci, anche per dimagrire. L’autopsia chiarirà cosa ha provocato l’arresto cardiaco fatale. —
Pietro Barghigiani
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