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Siccità, “Per Volterra” chiede di raddoppiare acquedotto e serbatoio

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VOLTERRA. La lista civica “Per Volterra” tocca una nota dolente in Valdicecina, la scarsità di acqua di fiumi e canali a causa dell’assenza di piogge ormai da molti mesi. E la richiesta che viene avanzata è «varare al più presto il raddoppio dell’acquedotto Ponteginori-Saline-Volterra».

«Continua a non piovere, ormai da troppo tempo – dicono dalla lista civica che ha per candidata Roberta Benini –. Serve un’attenzione particolare, quindi, già da ora. Il nostro obiettivo, che si esplicita in una corsa contro il tempo, è varare al più presto il raddoppio dell’acquedotto e il serbatoio di accumulo, che garantirà un’autonomia di tre giorni alla nostra città in caso di necessità».

Ma il Comune di Volterra, secondo gli esponenti della lista civica, sta anche sollecitando la Regione a rispettare le prescrizioni per difendere l’acqua del campo pozzi di Puretta dalla discarica del Bulera, oltre a garantire la piena disponibilità delle risorse, 4.650.000 euro, che Solvay deve dare al territorio, per proseguire con l’interconnessione fra Alta e Bassa Valdicecina e per le altre necessità individuate dal gestore idrico.

«Siamo in ritardo abissale e la Regione deve delle risposte, anche se sembra che qualcosa si sia mosso – proseguono da “Per Volterra” –. Serve quella determinazione, nei confronti di Solvay, che la Regione non ha mai avuto. Questo è un ultimatum, dopo molti appelli caduti a vuoto. Potremo prendere in considerazione anche iniziative eclatanti».

«C’è invece chi si candida a sindaco di Volterra, come il prescelto del Partito Democratico, Giacomo Santi – sottolineano dalla lista civica – che se ne esce in consiglio comunale con la boutade che alla multinazionale Solvay mancherebbe l’acqua, per cui istituire una giornata sul rapporto tra sviluppo e ambiente non sarebbe stata una buona idea e potrebbe irretire la multinazionale. Ne prendiamo atto. Il movimento civico “Per Volterra”, con la sua candidata Roberta Benini, non sarà certo succube dei poteri forti e delle multinazionali, ma sarà invece custode dei beni comuni, fra cui sicuramente l’acqua pubblica». —

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