Sicurezza
Falso, nuovo processo per due avvocatesse accusate da un collega
santa croce. Nuovo processo per falso nei confronti di due avvocatesse già davanti al giudice per fatti analoghi nei confronti di padre e figlio, imprenditori conciari.
Nella citazione diretta a giudizio stavolta la parte offesa è un collega delle imputate: due professioniste con studio a Santa Croce sull’Arno, Monica Calò, 50 anni, di Santa Croce sull’Arno, e la collega, Barbara Lemmi, 51 anni, di Buti, difese dall’avvocato Anna Francini.
Secondo l’accusa le due avvocatesse avrebbero falsificato degli atti danneggiando il collega. Di qui la querela che ora è diventata un processo con la citazione a giudizio firmata dalla Procura.
Nel primo processo, a forte rischio prescrizione, l’accusa sostiene che le due avvocatesse avrebbero falsificato una procura a loro favore per conto di due clienti.
La storia risale al 2012, ma il processo si sta trascinando stancamente dopo una lunga fase di indagini. I due imprenditori vantavano un rilevante credito nei confronti di un’azienda locale e si erano rivolti a una delle due professioniste. La causa non era andata a buon fine e quando i clienti avevano ritirato i documenti per cambiare difensori e presentare ricorso in appello si erano accorti che agli atti c’era un mandato speciale, cioè una procura a rappresentarli, che i due non avevano mai firmato.
Quella carta, a loro insaputa, sempre secondo quanto sostiene l’accusa, dava mandato a rappresentarli anche all’avvocatessa, sempre dello stesso studio professionale. Insomma, l’avvocatessa poteva trattare in nome e per conto dei clienti lasciandoli all’oscuro. —
P.B.
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