Toscana
Occupazione al Pesenti i genitori chiedono sia fatta chiarezza
cascina. Ha fatto e continua a far discutere l’intervento delle forze dell’ordine all’istituto Pesenti in occasione delle proteste studentesche di alcune settimane fa. Una vicenda intorno alla quale è stata avviata anche una inchiesta nei confronti di una docente dell’istituto intervenuta a difesa degli studenti in relazione ad un blitz delle forze dell’ordine ritenuto un po’ sopra le righe.
Il caso, ripetutamente finito sui giornali, è ora all’origine di una richiesta di incontro e chiarimento da parte dei genitori degli alunni dell’istituto nei confronti della dirigenza scolastica.
«Siamo un gruppo di genitori che, di seguito ai fatti accaduti all' Iiss A.Pesenti di Cascina durante la protesta degli studenti del 29/31 gennaio scorso - scrivono in una lettera aperta - , si trovano oggi nella condizione di rivolgersi nuovamente alla Dirigente Scolastica e al Consiglio d'Istituto, in tutte le sue componenti, in maniera pubblica attraverso gli organi di stampa, dato che la richiesta legittima, amichevole, consegnata e regolarmente protocollata, rivolta ai destinatari di cui sopra lo scorso 9 marzo, non ha ancora avuto seguito. A oggi, gli unici momenti di confronto e chiarimento sono due incontri pubblici organizzati sul territorio con e dai ragazzi stessi, un unico comunicato pubblicato dagli insegnanti dove si legge di una reazione smisurata e eccessiva alla protesta degli studenti, e qualche articolo contraddittorio pubblicato dalle testate locali. Tutto questo ci ha restituito un'immagine confusa, accusatoria e non ultimo, preoccupante. Solo chi condivide con gli studenti la scuola e gestisce l'Istituto, può chiarire le dinamiche di quei giorni. Riteniamo quindi legittimo e indiscutibile, avere un quadro chiaro e trasparente di cosa sia accaduto e quale sia la posizione dei diversi attori».«La scuola - proseguono i genitori firmatari della richiesta - rappresenta per noi un luogo di confronto e formazione a cui affidiamo quotidianamente i nostri figli. La disponibilità delle famiglie non va presa in considerazione solo per rispondere alle esigenze oggettive e strutturali, ma soprattutto per svolgere un cammino comune verso la maturità dei ragazzi e l'esercizio dei diritti/doveri di tutti». —
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