Il Tirreno

Pontedera

parte la caccia ai finanziamenti 

Patto Comune-Università per un progetto di rilancio di Castel Tonini a Buti

Lorenzo Lazzerini
Patto Comune-Università per un progetto di rilancio di Castel Tonini a Buti

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BUTI. Un progetto di studio sul castello per puntare su finanziamenti pubblici o privati, in modo da riqualificare l’edificio e dargli una nuova destinazione. È l’obiettivo della convenzione stipulata tra il Comune di Buti e il Dipartimento di Ingegneria dell’energia, dei sistemi del territorio e delle costruzioni dell’Università di Pisa per Castel Tonini. Sullo storico edificio che svetta su piazza Garibaldi verrà sviluppata attività di ricerca, studio e sperimentazione, con l’obiettivo di arrivare a un progetto di ristrutturazione. Il responsabile scientifico del progetto sarà il professor Marco Giorgio Bevilacqua, professore associato di Disegno dell’architettura e Metodi di rilievo dell’architettura all’Università di Pisa, che collaborerà con la professoressa Anna De Falco, esperta in consolidamento delle costruzioni, e la laureanda Giada Bartolinu, che incentrerà la sua tesi su questo progetto. Il pool multidisciplinare costituito dall’Università sarà coadiuvato da Katiuscia Meini, architetto del Comune di Buti,

Costruito dalla famiglia Tonini nel 1628, all’inizio del Novecento il castello venne ceduto alla famiglia dello stilista fiorentino Salvatore Ferragamo, che lo restaurò donandogli l’attuale aspetto in stile neogotico, con torri, merlature e bifore. Nel corso della Seconda guerra mondiale fu adibito a calzaturificio, e alla morte dello stilista, nel 1960, la proprietà passò alla sorella Rosina Ferragamo, che lo divise in appartamenti cedendolo in locazione. Il Comune lo acquistò nel 1981 pagandolo 12 milioni di lire, ma la struttura versava già in un evidente stato di degrado e gli unici lavori effettuati furono quelli per la messa in sicurezza. Da allora le amministrazioni che si sono succedute le hanno provate tutte per dare una nuova vita al castello. Prima con un project financing, poi partecipando a bandi europei. Ma finora tutti i tentativi sono andati a vuoto. «Oggi parte un nuovo percorso per costruire un progetto di qualità, avvalendosi della collaborazione dell’Università per restituire la fruibilità del castello ai suoi proprietari: i cittadini butesi – dice il sindaco Alessio Lari –. La convenzione, di durata biennale, prevede che possano essere attivati specifici contratti di ricerca, stage, borse di studio e di ricerca e altre forme previste dalla legge. I risultati, che rimarranno di proprietà congiunta, saranno un primo passo verso la richiesta di finanziamenti a enti pubblici e fondazioni private per la messa in sicurezza del castello, la sua riqualificazione e il riutilizzo a servizio della cittadinanza, per uno sviluppo turistico del paese». —

Lorenzo Lazzerini



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