Il Tirreno

Pontedera

Mirko, cuore rossonero realizza un mini-San Siro con carta, tubi e plexiglas

Marco Sabia
Mirko, cuore rossonero realizza un mini-San Siro con carta, tubi e plexiglas

L’opera realizzata da un quarantaduenne fucecchiese: «Ho unito la passione per il modellismo a quella per il Milan» 

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TIFO E FANTASIA

Pier Paolo Pasolini diceva che “Non ha importanza dove si è nati, quando come e dove si sono avuti i primi approcci con il calcio, per diventare un appassionato, un tifoso. Il tifo è una malattia giovanile che dura tutta la vita”. Una “malattia” che ha contagiato, tra milioni di italiani, anche il barista fucecchiese Mirko Moscatelli, 42 anni, tifosissimo del Milan dai tempi (forse irripetibili) degli olandesi (Van Basten, Gullit e Rijkaard), quando i rossoneri scrivevano di anno in anno nuovi capitoli della Champions League.

Il tifo, infatti, è una “malattia” che ti può spingere a ricostruire in scala lo stadio della tua squadra del cuore, che in questo caso è il Giuseppe Meazza, la Scala del calcio. Un mini San Siro realizzato in un anno di lavoro, nei momenti di tempo libero: i pilastri dello stadio fatti lavorando dei tubi idraulici, i lampioni piegando dei piccoli tubi, la pavimentazione esterna levigando il plexiglas in modo tale da ricreare una superficie non uniforme; poi le tribune in legno, ricoperte di carta e con gli stessi colori degli spalti del Meazza. Senza dimenticare i giocatori – ovviamente del Milan – ricavati “segando” la base di quelli del Subbuteo (e poi piazzati su un manto erboso sintetico).

All’esterno dello stadio Moscatelli ha inserito la riproduzione della coppa dalle grande orecchie, ricavata da un portachiavi. Insomma, un piccolo San Siro frutto della passione per il modellismo e per il Milan, tanto che in casa Moscatelli ha anche una bici elettrica coi colori del Milan e con evidenti richiami alla Curva Sud (quella dove risiede il tifo più caldo del Diavolo). E una passione tramandata anche ai figli, milanisti come il padre. Una storia simpatica, leggera: «Avevo visto un modellino di stadio fatto di cartone – racconta Moscatelli – e così mi sono detto che avrei provato a fare qualcosa di meglio. Così mi sono messo al lavoro e piano piano è venuto fuori questo piccolo San Siro. Ho unito la passione per il modellismo a quella per il Milan». Una passione che risale all’infanzia, a quando ad esempio in commercio c’era il famoso cappellino di Gullit con le treccine, che Moscatelli custodisce gelosamente. Ma nel cuore di Moscatelli – che adesso vive a Cerreto Guidi – c’è un simbolo rossonero: si tratta di Andrij Shevchenko, eroe della notte dell’Old Trafford.

A questo punto – se Milan e Inter dovessero davvero abbandonare San Siro – non resterebbe che aspettare il nuovo stadio per costruirne un nuovo modellino in scala. —

Marco Sabia



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