Il Tirreno

Pontedera

il giallo di tignano 

Cavalli morti, servono altre indagini Ihp coinvolge laboratorio di Lione e botanici dell’Università di Firenze

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VOLTERRA. Serviranno altre indagini per provare a capire l’origine delle misteriosi morti di nove cavalli al centro di recupero gestito dall’associazione Italian horse protection (Ihp) a Tignano, nel comune di Volterra. La decisione è stata presa durante una riunione tecnica che si è svolta ieri con rappresentati di Ihp, Asl, Arpat e istituto zooprofilattico.

Intanto, però, dal centro di recupero fanno sapere di essersi affidati anche a un laboratorio di Lione, in Francia, e di voler chiedere ulteriori indagini ad esperti botanici dell’Università di Firenze.

«Tutti concordano sulla necessità di unire le forze nel comune obiettivo di scoprire cosa ha ucciso i cavalli – dicono dall’associazione –. Questo si traduce in ulteriori indagini, che richiederanno ulteriore tempo e che purtroppo ad oggi non garantiscono che la causa venga trovata, malgrado tutti gli sforzi possibili e in considerazione dei passaggi tecnici di una vicenda che fin dalle prime settimane si è rivelata essere particolarmente complessa».

Grazie all’Università di Torino la Ihp è entrata in contatto con un laboratorio all’avanguardia di Lione. Da tre mesi il centro di recupero si trova in una situazione di emergenza, come spiega Sonny Richichi, presidente di Ihp, presente all’incontro in rappresentanza dell’associazione: «Confidiamo nell’operato delle sedi coinvolte dell’istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana, così come nelle analisi che Arpat effettuerà sulle acque per trovare la causa di morte dei cavalli e scongiurare che altri decessi si verifichino. Abbiamo 40 ettari di pascoli recintati, lasciati vuoti da tre mesi per proteggere i cavalli da non si sa quale pericolo. Piante, suolo, acqua, o lo spettro del gesto intenzionale: nessuno lo sa».

Per tutto l’inverno i cavalli sono usciti in piccoli recinti diurni e sono stati rinchiusi la notte in spazi ristretti, una condizione che con l’innalzarsi delle temperature presto non sarà più praticabile per il benessere stesso dei cavalli. «In particolare alcuni soggetti anziani con pregressi problemi respiratori hanno urgenza di restare il più possibile all’aperto – aggiunge il presidente Sonny Richichi –. Mentre gli enti coinvolti procedono con il loro lavoro, ciascuno per le proprie competenze, ci apprestiamo a organizzare una gestione alternativa con l’utilizzo di almeno una parte dei pascoli a disposizione, anche se questo significa esporli a un pericolo che ancora non ha un nome». —

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