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Tuttocuoio, Coia valuta il dietrofront Cascone in lacrime si scusa con tutti

Tommaso Silvi
Tuttocuoio, Coia valuta il dietrofront Cascone in lacrime si scusa con tutti

La presidentessa non caccerà i sette giocatori dal club Il difensore che ha scatenato la rissa: «Non giocherò più» 

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PONTE A EGOLA. Il dietrofront della presidentessa, le scuse in lacrime di Pietro Cascone, la disperazione di Giovanni Lombardi e un vecchio striscione piegato su stesso, nel cuore di Ponte a Egola, che è l’emblema del periodo nero che sta passando il Tuttocuoio. Quattro sconfitte e due pari nelle ultime sei partite nel campionato di serie D, dominato nella prima parte di stagione, fotografano chiaramente la situazione delicata dell’ambiente neroverde.

Domenica, però, nel derby perso 3-0 al Leporaia contro il Ponsacco, è arrivata una tegola ancora più pesante per il club guidato da Paola Coia. Al termine del primo tempo - sul risultato di 2-0 in favore del Ponsacco - nello spogliatoio del Tuttocuoio è scoppiata una rissa. La presidentessa è intervenuta per placare gli animi ed è stata colpita in testa, in modo accidentale, da uno scarpino. A scatenare il caos è stato Pietro Cascone, difensore 33enne con un lungo trascorso nei campionati professionistici. Pare che Cascone si sia scagliato contro il proprio portiere, Giovanni Lombardi, per i due errori compiuti dall’estremo difensore in occasione delle reti del Ponsacco. Ne è nato un acceso diverbio, tra accuse pesanti e parole grosse. Cascone, poi, si è rifiutato di scendere in campo per disputare il secondo tempo.

La gara è terminata 3-0 e la presidentessa, dopo il novantesimo, ha fatto sapere di aver ordinato di andarsene a sette giocatori: Bellante, Bianciardi, Cascone, Di Paola, Guidelli, Gorzegno e Malotti. Ma ieri, a mente fredda, Paola Coia ha lasciato intendere che è pronta al dietrofront: «Non tutti e sette se ne andranno, sto valutando il da farsi. Domani (oggi per chi legge, ndr) parlerò con i giocatori e vedrò come agire». Coia, dunque, molto probabilmente rivedrà la sua posizione. Ciò che non sembra disposto a fare Nico Scardigli, tecnico del Tuttocuoio che domenica, al termine del match con il Ponsacco, ha rassegnato le dimissioni.

«Lo sto convincendo a tornare sui suoi passi, perché a lui credo non ci sia niente da rimproverare. Lavora con passione – dice Coia – e come tutta la squadra sta affrontando un momento difficile».

Lo stesso che sta passando Pietro Cascone. Il difensore nella tarda serata di ieri si è incontrato con la presidentessa per discutere la sua posizione. «Non giocherò le ultime sei partite, perché credo che non sia giusto. Non ho la testa per scendere in campo in questo momento. A giugno vedremo se proseguire o meno il rapporto col Tuttocuoio». Cascone, poi, racconta dell’episodio avvenuto nello spogliatoio. «Ho perso la testa con i miei compagni, stavamo giocando male e mi sono comportato male». Quindi, le scuse. E qui Cascone scoppia addirittura a piangere. «Mi fa male tutta questa situazione, è colpa mia e chiedo scusa alla squadra. Purtroppo o per fortuna mi ritengo un uomo, e quando faccio una cosa voglio farla al massimo. Ultimamente stiamo facendo brutti risultati e il primo tempo del derby mi ha innervosito. Chiedo ancora scusa a tutti».

Preferisce non parlare, invece, Giovanni Lombardi. Il portiere del Tuttocuoio fa comunque sapere di essere dispiaciuto e deluso dal caos che si è creato nello spogliatoio, in particolare da alcune accuse “maliziose” rivolte nei suoi confronti. Lombardi ammette di aver sbagliato sulle prime due reti segnate dal Ponsacco, ma non accetta che vengano mosse insinuazioni a suo carico. Ieri il giocatore ha deciso di tornare a casa sua, a Forlì, nell’attesa di riprendere gli allenamenti. Un’occasione per stare con la famiglia e far passare nel migliore dei modi un frangente di carriera turbolento. Nel frattempo, Paola Coia prova a rimettere insieme i cocci di uno spogliatoio che, ormai, sembra irrimediabilmente danneggiato. —

Tommaso Silvi

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