Il Tirreno

Pontedera

il reperto conteso 

Buselli al contrattacco sulla Testa Lorenzini «Pronto alle vie legali»

“Viva Volterra” lo accusa di strumentalizzare la vicenda  Il sindaco non ci sta: «Non ho bisogno di certi mezzucci»

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VOLTERRA. «Pensare che l’iniziativa per portare la Testa Lorenzini a Volterra sia stata inventata per scopi elettorali e che sia priva di fondamento, cozza con quanto finora dichiarato a mezzo stampa dagli attori di questa vicenda, ma soprattutto con il più elementare buonsenso».

Il sindaco Marco Buselli si difende dagli attacchi ricevuti in merito alla lettera che ha scritto al ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, per chiedere un incontro urgente in merito alla Testa Lorenzini, reperto etrusco preziosissimo che il ministero ha acquistato dal proprietario privato al costo di 355mila euro e destinata al Museo archeologico nazionale di Firenze, invece che al Guarnacci di Volterra.

Nel mirino di Buselli c’è il gruppo “Viva Volterra” (che appoggia il candidato Giacomo Santi), secondo cui i proprietari del reperto negano che sia stato ceduto e che la trattativa sarebbe ancora in alto mare. La mossa di Buselli, supportata da una petizione con 500 firme, sarebbe – sempre secondo l’intervento firmato da Viva Volterra sul settimanale “La Spalletta” – basata su una notizia falsa, utilizzata a fini elettorali. La scultura realizzata in marmo raffigura una testa maschile, di dimensioni superiori al vero, forse pertinente a una statua di culto, ed è ritenuta un reperto di grandissima importanza attribuibile alla produzione etrusca tra quarto e quinto secolo.

«Sono sbalordito per quanto la campagna elettorale possa strumentalizzare qualsiasi cosa – prosegue il primo cittadino –. Infatti non bastano l’uscita dell’Istituto centrale dell’archeologia, il comunicato del Mibact e le varie prese di posizione, ma addirittura si accusa l’Amministrazione di fare campagna elettorale su un reperto che dovrebbe interessare tutti e non una parte. Per questo ci riserviamo di andare per vie legali, se dovesse continuare l’accusa di aver messo in giro una notizia falsa e priva di fondamento. Al limite forse era più giusto dire che ancora per la Testa Lorenzini non sia stata versata la somma che ne ha permesso l’acquisizione, mentre è possibile che tale somma venga erogata con tempi e modi dello Stato. Non ho bisogno di “mezzucci” come quello di inventarmi un caso su questo tema e sarei invece sinceramente dispiaciuto se la Testa Lorenzini, che questa città avrebbe potuto tranquillamente acquisire in altri tempi, finisse in un altro luogo che non sia il Museo Etrusco Guarnacci, sua naturale collocazione. A Volterra purtroppo non si è capaci di far quadrato su questioni così importanti, solo perché chi ha promosso l’iniziativa, pur essendo il rappresentante della comunità, non è della propria parte politica. Questo è successo con l’ospedale e con mille altre situazioni ed è il male oscuro della nostra città». —

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