Italia
Si cerca il pluriomicida evaso da Volterra il detenuto già una volta si era reso latitante
Condannato per aver sparato e ucciso il vicino. Durante una rapina ammazzò l’ex presidente della Provincia di Catania
VOLTERRA. Aveva usufruito più volte, nell’ultimo anno, di permessi per andare a trovare l’anziana madre, ricoverata in una casa di riposo a Caltagirone, in provincia di Catania. Così è stato anche la scorsa settimana. Solo che Gesualdo Sapienza, 58 anni, detenuto nel carcere di Volterra, al Maschio non è più tornato. Ma prima di far perdere le sue tracce ha usufruito regolarmente del permesso di quattro giorni. Poi, ha dichiarato di non essere riuscito a prendere l’aereo per Pisa nei tempi stabiliti e così si è presentato al carcere del suo paese, a Caltagirone, comunicando di avere avuto un contrattempo. Anche se forse quello è stato l’inizio del disegno per poi eludere ogni controllo e sparire. Perché il detenuto, che deve scontare una condanna per omicidio che lo terrebbe in carcere fino al 2025, ha chiesto un nuovo permesso e il magistrato di sorveglianza lo ha autorizzato a lasciare la casa circondariale siciliana per tornare a Volterra, dove invece non si è presentato.
Il Maschio ha atteso 12 ore e poi ha fatto scattare la denuncia per evasione e le ricerche dell’omicida. Questi i tempi esatti della vicenda: il 12 marzo Sapienza ha ottenuto il permesso di 4 giorni per andare nella casa di famiglia a Caltagirone. Non era stato sottoposto all’obbligo di firma all’autorità giudiziaria se non all’arrivo e alla partenza. E lui lo ha fatto regolarmente andando dai carabinieri appena è arrivato in caserma e nella giornata del 16. Ma in quell’occasione ha detto di non avere i soldi per il biglietto aereo e così è andato al carcere e si è presentato. Qui è rimasto fino al 20, quando ha avuto un nuovo permesso per tornare a Volterra. Il carcere lo ha “dimesso” e lui ha preso la via della fuga. A Volterra aveva tempo di arrivare fino alle 23 del 20. Alle 11 del 21 si è configurato il reato di evasione e di conseguenza sono state attivate le ricerche a livello nazionale e all’estero.
La vita di Sapienza è costellata di reati: è stato condannato per l’omicidio di un netturbino di 35 anni, Carmelo Ferraro, originario di Palagonia, da lui freddato con diversi colpi di fucile in una casa di campagna di contrada Magazzinazzo a Caltagirone. Gli spazrò con un’arma detenuta illegalmente. Tra i due c’erano vecchi dissapori in quanto la vittima abitava in una casa di proprietà dell’omicida e non pagava regolarmente l’affitto.
Il detenuto doveva finire di scontare una pena di 14 anni e 8 mesi iniziata nel 2011 per aver ucciso l’operatore ecologico. Sapienza fece fuoco per uccidere, ma in un contesto di pessimi rapporti con la vittima (la convivente di Sapienza era stata aggredita). Durante il processo d’appello l’imputato aveva reso dichiarazioni spontanee, dicendo di avere ucciso per legittima difesa perché di fronte al rischio incombente di avere la peggio in maniera irrimediabile. Il latitante aveva già scontato una grave condanna per gravi reati compiuti sempre in Sicilia (negli anni Ottanta, durante una rapina da lui commessa con altri tre, su un bus da Catania a Palermo, uccise l'autista Giuseppe Savarino e l'avvocato Enzo Auteri, ex presidente della Provincia di Catania). E nel 1996, anche allora approfittando di un permesso, era evaso dal carcere di Perugia. Nonostante questo precedente, anche ora poteva godere del diritto previsto quando un familiare ha problemi di salute. E di questo, evidentemente, l’omicida ha approfittato per eclissarsi.
Nella giornata del 21 il carcere ha attivato le comunicazione previste per il rintraccio di un detenuto. Da quanto emerge, sia polizia che carabinieri sarebbero stati informati da una email nella giornata di giovedì scorso. E almeno a Volterra non sono state disposte particolari ricerche in quanto si ritiene che l’uomo sia rimasto in Sicilia. —
Sabrina Chiellini
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