Gioco
Nella corsa a sindaco Giglioli (Pd) inciampa in una condanna
L’aspirante primo cittadino rinuncia a opporsi a un decreto penale firmato dal gip per una diffamazione su Facebook
san miniato. Il passato che ritorna. E che irrompe nella contesa politica sotto forma di un procedimento penale datato nel tempo, ma i cui effetti potrebbero entrare ora nella campagna elettorale.
Ieri mattina il candidato a sindaco del Pd, Simone Giglioli, attraverso il suo legale, Letizia Giovannetti, davanti al giudice Anna Fabbricatore, ha rinunciato all’opposizione a un decreto penale di condanna chiesto dalla Procura e firmato dal gip per il reato di diffamazione. Una vecchia storia nata in un contesto di contrapposizione politica che su Facebook aveva trovato il terreno virtuale dello scontro. Solo che like e post non sono simboli eterei. Rimangono se non si ha l’accortezza di rimuoverli in tempo. Uno screenshot della frase ritenuta diffamatoria è sufficiente a cristallizzare la prova. E a dare corpo alla querela. È successo così anche per Giglioli, 40 anni, bancario, già consigliere comunale, presidente dell’assemblea consiliare e segretario del Pd comunale. Il destinatario della frase ritenuta diffamatoria lo aveva querelato. Nessuna ricomposizione nel frattempo. Troppo ampie le distanze politiche tra i due contendenti. E così dopo aver ricevuto la querela, in Procura avevano emesso un decreto penale di condanna. Un procedimento speciale utilizzato per velocizzare la macchina della giustizia che prevede solo una pena pecuniaria e nessun confronto tra accusa e difesa. Nel caso in questione la cifra stabilita dal gip, su richiesta del pm che aveva ricevuto il fascicolo, era di neanche 300 euro. L’esponente del Pd aveva fatto opposizione alla “condanna” a pagare quell’importo. Non per i soldi, quanto per il principio di rifiutare la responsabilità di aver diffamato il suo avversario politico online.
L’opposizione prevede il ricorso in Tribunale dove Giglioli si è ritrovato nella condizione di imputato.
Un lasso di tempo breve da quando, nel 2018, ha deciso per l’impugnazione. Nell’udienza di ieri la rinuncia all’opposizione che fa tornare efficace il decreto penale di condanna e che solleva un punto di domanda sui requisiti per la candidabilità dell’aspirante sindaco Pd. —
Pietro Barghigiani
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