Toscana
Quel video di auguri fatto dalla madre: «Lo guarderò da sola piangendo per lui»
I genitori del 24enne di Ponsacco non si danno pace: «Salvatore vuole che venga fuori la verità, ci lancia segnali»
PONSACCO. Un video che avrebbe dovuto essere una sorpresa per il compleanno e che ora viene riprodotto senza sosta dalla madre in lacrime. E un episodio carico di mistero avvenuto all’interno degli uffici dell’ambasciata italiana in Polonia.
Il giallo di Varsavia si arricchisce di nuovi elementi. Che raccontano della sofferenza della famiglia di Salvatore Cipolletti - 24enne di Ponsacco che sabato 9 marzo è caduto, in circostanze ancora da chiarire, dal balcone, al settimo piano, di un appartamento che aveva preso in affitto con due amici per passare qualche giorno di vacanza e dove, al momento del dramma, si trovavano anche altri due giovani di nazionalità polacca - e che confermano che la strada verso la verità è ancora lunga. Nel soggiorno di casa Cipolletti la madre della vittima, Suphapron Thiansamran, di origine thailandese, conosciuta a Ponsacco come “Mary”, non si dà pace. Continua a fissare lo schermo del suo cellulare, dove scorrono decine di foto che lei stessa ha selezionato con cura. Accompagnate dalla musica.
«È il video che stavo preparando per il suo compleanno, il 24 ottobre – racconta la donna – doveva essere una sorpresa, ma lui non lo vedrà mai. Il 24 ottobre lo guarderò con mio marito, immaginando Salvatore accanto a noi, felice e sorridente come era sempre». Anche Mary non crede all’ipotesi del suicidio, del gesto volontario, quella che ha preso maggiormente piede nei momenti immediatamente successivi alla tragedia, ma che, col passare dei giorni, è stata messa in discussione con l’avanzare delle indagini. Le foto scorrono nel video, Mary si commuove, si porta le mani sul volto e si asciuga le lacrime. Poi racconta un episodio che, lei e il marito Carmine, definiscono come la prova concreta che Salvatore «è arrabbiato e vuole che venga fuori la verità». Il fatto in questione sarebbe avvenuto pochi giorni dopo la morte del giovane, in un ufficio dell’ambasciata italiana in Polonia.
«Stringevo tra le mani gli indumenti di Salvatore che avevo portato per vestire la salma. Baciavo ogni singolo capo, dicendo che questo suo ultimo viaggio sarebbe stato comunque bellissimo». Una scena straziante, tanto che anche la traduttrice italo-polacca presente nella stanza non riesce a trattenere le lacrime. All’improvviso, però, accade qualcosa di strano. «Avevo in mano le sue scarpe – racconta ancora la madre di Salvatore – quando un computer su una scrivania a cui non era seduto nessuno è caduto a terra con una violenza inaudita, come se qualcuno lo avesse preso e scaraventato sul pavimento».
Nell’ufficio cala il silenzio. I genitori del 24enne e la traduttrice si guardano sbalorditi. Una semplice coincidenza? «No – dice il padre – è il segno che Salvatore era lì con noi, e che stava chiedendo che venisse fatta giustizia, che emergesse la verità».
In uno scenario di dolore atroce per la perdita di un figlio, Carmine Cipolletti rivela: «Io continuo a parlare con mio figlio. Non con le parole, ma con una serie di segnali che mi sta inviando per farmi capire di non credere a ciò che raccontano coloro che erano con lui quella sera. Lo ribadisco, Salvatore non si è ucciso. Voglio la verità – ripete il padre – e spero che venga fuori al più presto».
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