Sicurezza
Non vuol pagare le rette anche il giudice gli dà torto
CASCINA. Il giudice di pace dà ragione al Comune di Cascina che aveva chiesto a un cittadino, ora residente a Pontedera, di pagare il conto dei servizi di mensa, trasporto scolastico e asilo nido dei tre figli.
L’uomo non voleva pagare in quanto sosteneva che nel periodo al centro della contestazione, cioè dal dicembre 2013 al febbrario 2015, i suoi figli erano fuori Cascina e che aveva depositato una comunicazione (ma con un nome errato) in municipio. L’opposizione all’ingiunzione di pagamento non è stata accolta e il cittadino dovrà pagare i circa 2.500 euro che deve al Comune di Cascina. I tentativi del ricorrente di ottenere una riduzione del pagamento e l’annullamento totale della richiesta non hanno avuto l’esito sperato. A dare notizia della vicenda è la stessa amministrazione comunale, spiegando che la stessa fermezza viene utilizzata per tutti i controlli di questo tipo.
« Il cittadino in questione si avvaleva di una riduzione del costo del servizio e avrebbe dovuto comunicare, secondo le modalità e i tempi previsti dal regolamento comunale, la rinuncia al servizio del trasporto scolastico per tutti i figli. La netta e precisa sentenza del giudice, oltre a rendere il merito all'ottimo lavoro dell'avvocatura comunale che ha seguito con attenzione e dedizione la pratica, non lascia adito ad alcun dubbio, e condanna in pieno il cittadino a pagare quanto dovuto al Comune di Cascina, esattamente come tutti i cittadini. Per noi non esistono amici, cittadini di serie A o serie B, per noi esistono le leggi e i regolamenti. Chi crede di essere più furbo, alla fine, paga comunque» sono le parole della sindaca Susanna Ceccardi. —
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