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Svaligiano la banca con il cacciavite secondo colpo dei ladri di casseforti

S.C.
Svaligiano la banca con il cacciavite secondo colpo dei ladri di casseforti

Nuovamente presa di mira la Cassa di Risparmio di Volterra A Cenaia il raid dei malviventi ripreso dalle telecamere

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crespina lorenzana. Diceva Agatha Christie: “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. Sicuramente, dopo il furto della scorsa notte avvenuto in una banca a Cenaia, dove è stata fatta sparire (con la rapidità dei maghi) una cassaforte del peso di circa due quintali, i carabinieri, anche se non hanno veri indizi, cominciano ad avere dei sospetti. La cassaforte, per l’erogazione del denaro con un dispositivo a tempo, è stata portata via dai ladri esattamente con la stessa tecnica che avevano usato nelle notti scorse a Perignano.

In circa 45 secondi - tempo record come a Perignano - in tre sono entrati, hanno caricato la cassaforte su un’auto rubata e se ne sono andati.

L’allarme è scattato alle 3.45 in via Di Vittorio ma pochi minuti dopo i malviventi si erano già dileguati. Tutto fa pensare che la Cassa di risparmio di Volterra sia finita al centro delle attenzioni di qualcuno che, per ragioni che dovranno essere valutate meglio, conosce bene l’organizzazione delle agenzie e anche eventuali punti deboli nel sistema della sicurezza. In entrambi i furti, avvenuti nei due paesi che si trovano lungo la stessa direttrice, ad essere stata presa di mira è sempre la Cassa di Volterra. Furti così uguali tra di loro da far pensare che dietro ci sia la stessa mano o la stessa mente.

I carabinieri della compagnia di Pontedera al momento non si lasciano sfuggire particolari ma si intuisce che sono al lavoro per mettere fine alle razzie notturne nelle banche della Valdera. Se i sospetti sono giusti, non è escluso che possano verificarsi anche altri furti dello stesso tenore.

Pure a Cenaia i malviventi sono entrati da una porta antipanico, dopo averla forzata e aperta aiutandosi con un semplice cacciavite. L’allarme ha fatto il suo dovere ma la rapidità di esecuzione ha spiazzato anche questa volta le forze dell’ordine che già nella notte si sono messe alla ricerca della vettura utilizzata per compiere il raid in banca. I carabinieri hanno sequestrato le immagini riprese dalla videoserveglianza per confrontarle con quelle di Perignano.

Intanto, nei giorni scorsi era stata recuperata anche l’auto usata per il furto nella prima banca che era stata presa di mira e che risultava rubata in Valdera.

Come era successo all’inizio della settimana, la banca ha fatto intervenire gli ispettori da Firenze per conteggiare il denaro portato via. E nel pomeriggio è stato spiegato che la somma si aggira intorno ai 18.500 euro, inferiore a quella che era stata rubata a Perignano.

Ieri mattina l’agenzia della banca è rimasta chiusa per dare la possibilità ai tecnici di ricostruire come è avvenuto il furto e di riparare i danni. I ladri sembrano aver scoperto un metodo meno “cruento” di quelli usati per fare saltare i bancomat e che spesso causano ingenti danni alle strutture. Ma a quanto pare si sono specializzati nel portare via le casseforti che comunque sono molto pesanti e che, invece, da quanto viene spiegato, vengono sollevate e trascinate via come se fossero leggere come piume. —

Sabrina Chiellini

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