Gioco
L’Onu premia la Bio Colombini per l’inserimento lavorativo nei campi di migranti richiedenti protezione
CRESPINA. L’Agenzia Onu per i Rifugiati (Unhcr) ha conferito alla società agricola Bio Colombini di Crespina il logo Welcome-Working for refugee integration per l’anno 2018.
Il progetto, sostenuto da ministero del Lavoro, ministero degli Interni e Confindustria, prevede che il logo venga assegnato annualmente alle imprese che si sono distinte per aver effettuato nuove assunzioni di beneficiari di protezione internazionale o comunque avranno favorito il loro concreto inserimento lavorativo e sociale, ed imprese che ne avranno incoraggiato la nascita di attività di autoimpiego.
Il riconoscimento di questo ruolo chiave delle aziende sarà formalizzato durante la cerimonia di conferimento del logo da parte di Unhcr, in programma oggi a Milano, nella sede di Assolombarda.
Il progetto con cui la Bio Colombini ha partecipato alla selezione ha riguardato l’attivazione di una serie di tirocini formativi con persone richiedenti asilo e, per alcuni di essi, la successiva assunzione. L’azienda Bio Colombini si trova a Crespina e lavora circa 40 ettari di terreno, tutti rigorosamente certificati biologici. Nel 2018 ha dato lavoro a 25 dipendenti, di cui 2 richiedenti o beneficiari di protezione internazionale. Nello stesso anno ha inoltre registrato 9 nuovi inserimenti lavorativi, di cui 4 hanno riguardato beneficiari di protezione o richiedenti asilo per i quali è stato attivato un tirocinio formativo non curriculare per soggetti svantaggiati.
Nei campi di Crespina si fa agricoltura sociale dal 2001, mentre è dal 2016 che la Bio Colombini ha cominciato a lavorare con richiedenti asilo, promuovendo percorsi formativi e di inserimento lavorativo. «Vogliamo continuare a investire sul lavoro con e per i richiedenti asilo, coerentemente con il nuovo corso dell’azienda», dice l’amministratore delegato Alessandro Colombini. «La Bio Colombini fa parte di una rete di agricoltura sociale da noi sostenuta e promossa – dice Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Pisa –. Abbiamo siglato un protocollo d’intesa con lo Sprar della Valdera e con l’Unione Valdera per facilitare l’accesso alla formazione e all’inserimento dei beneficiari di protezione». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google