Il Tirreno

Pontedera

il testimone oculare 

Il lucchese Iacopo presente nella stanza ma che ora è sparito

P.B.

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ponsacco. Sa, ma non dice. Il padre ha parlato al telefono con il genitore di Salvatore e non glielo ha voluto passare.

«Mio figlio è sconvolto, viene seguito anche da uno psicologo», è stata la risposta del papà di Iacopo, l’amico lucchese che era partito da Bologna con il 24enne di Ponsacco per raggiungere Varsavia e gli altri appassionati del gioco di ruolo “Call of Duty”. Da Venezia era arrivato un croato e sul posto c’era un altro amico, polacco. Era la quarta volta che Salvatore Cipolletti andava nella capitale polacca con i videogames come molla principale.

L’amico lucchese sarà sentito come persona informata sui fatti dagli investigatori dopo la presentazione dell’esposto dei familiari della vittima.

Era nell’appartamento quando Salvatore è finito di sotto. I suoi silenzi sono sospetti. Il giorno dopo la tragedia, intorno alle 17, sente al telefono la famiglia e non le dice cosa è successo nella notte. Una premura per non spaventarla? Un amico era morto e lui non si è fatto vedere all’obitorio, né ha voluto incontrare i genitori. Lunedì 11 marzo era già tornato a Lucca. La salma del 24enne dovrebbe rientrare in Italia tra lunedì e martedì e le autorità giudiziarie polacche si sono prese 30 giorni (scadenza 11 aprile) per gli esiti degli esami tossicologici. Per capire se e quanto Salvatore ha bevuto o assunto sostanze che lo avrebbero indotto ad alzarsi dalla sedia, aprire la finestra e lasciarsi cadere. —

P.B.

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