Non vuol tornare in Senegal e fugge di casa ritrovata dopo ore dai cani molecolari
Minorenne vuole vivere all’occidentale. I genitori partiti ugualmente. Lei si era nascosta a casa di alcuni amici
PONTEDERA. A giugno avrà 18 anni, da due vive a Pontedera, frequenta un corso per imparare l’italiano e quando i genitori le hanno detto che l’avrebbero portata in Senegal per tre mesi, nella giovane deve essere scattato qualcosa. Forse vuole vivere all’occidentale, anche se lei non l’ha confermato. Certamente non vuol tornare nella sua terra d’origine per un lungo periodo. Invece, i genitori, che nel pomeriggio di ieri sono partiti alla volta di Dakar, avevano acquistato un biglietto aereo anche per lei, con ritorno in Toscana previsto fra tre mesi. . Fadiya, nome di fantasia, ci ha pensato a lungo, ha provato a rifiutarsi di partire. A Pontedera frequenta un ragazzo italiano e sogna di restare in Valdera. Le sue parole però non devono avere convinto i suoi genitori, fino a quando lei, la vigilia del viaggio in Senegal, si è allontanata da casa, nella zona della stazione ferroviaria, dove abitano tanti altri connazionali.
La madre l’ha cercata ovunque, dalle amiche, dal fidanzato, a casa di altri senegalesi avendo intuito che probabilmente l’allontanamento da casa era la conseguenza di quel viaggio che Fadiya non riusciva ad accettare. Nella tarda serata di domenica i familiari si sono recati nella caserma dei carabinieri, in via Lotti, e hanno denunciato la scomparsa dell’adolescente. Ma fin dall’inizio è stato chiaro che la minorenne (anche se per pochi mesi, festeggerà il diciottesimo compleanno il 2 giugno) poteva essersi nascosta per costringere i suoi genitori a lasciarla a Pontedera. In questo contesto, cioè con la consapevolezza che non era in pericolo la vita della ragazza, i carabinieri hanno organizzato le ricerche facendo arrivare due cani molecolari, Druido e Nettuno, che a distanza di alcune ore dall’inizio della ricerche sono riusciti a fare scrivere un lieto fine alla storia. Prima di far arrivare i cani molecolari, i carabinieri avevano comunque già preso contatti con la comunità senegalese per fare in modo che chi sapeva convincesse la ragazza a tornare a casa. C’era la convinzione che appena i genitori avessero lasciato Pisa la figlia sarebbe uscita dal luogo dove si nascondeva. E così già nel primo pomeriggio di ieri c’era un clima di ottimismo rispetto ad una conclusione positiva della storia.
Poi, Druido e Nettuno l’hanno trovata. Sono partiti da via Caciagli e hanno portato i loro conduttori nella zona delle case popolari, in via Indipendenza. La giovane aveva chiesto appoggio ad alcuni conoscenti che l’avevano ospitata in casa. Ma prima di entrare con i cani nel palazzo nel quartiere di Fuori del Ponte i carabinieri si sono confrontati con un rappresentante della comunità senegalese chiedendogli un ultimo aiuto per convincere la 17enne a uscire allo scoperto. Poco dopo Fadiya ha lasciato il nascondiglio, se così si può definire, e si è presentata davanti ai carabinieri. Un abbraccio di incoraggiamento ha aiutato poi l’adolescente a raccontare le sue paure. Non voleva tornare in Senegal. Non è escluso che la ragazza temesse di dover restare nel paese africano e di essere destinata ad una vita, matrimonio combinato e figli, in cui non sarebbe stata lei la protagonista delle scelte.
I carabinieri l’hanno accompagnata in caserma e cercato una soluzione. I genitori hanno fatto il loro viaggio come avevano programmato e lei è stata affidata ad una sorella maggiore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
