Il Tirreno

Pontedera

Santa Maria a Monte 

Legname non pagato, accusato di aver organizzato l’estorsione

S.C.

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SANTA MARIA A MONTE. Un imprenditore di Santa Maria a Monte, Paolo Rossi, è sotto processo per il reato di estorsione dopo che, insieme ai due esecutori materiali delle minacce che già hanno definito la vicenda in altra sede, è accusato di aver tormentato il dipendente di una ditta edile residente a Ponte a Egola. Quest’ultimo, insieme al titolare dell’azienda per cui lavorava, era stato dall’imprenditore di Santa Maria a Monte e aveva acquistato una fornitura di legname per la copertura di un tetto. Un acquisto di oltre 4mila euro di merce che poi però l’acquirente, andato incontro a difficoltà economiche con la sua azienda, non aveva pagato. Da lì erano iniziate le richiede di denaro da parte dell’imprenditore che riteneva in qualche modo di essere stato raggirato. «Se non mi dai i soldi finisce male», era una delle frasi minacciose che l’imprenditore aveva rivolto al dipendente (assistito dall’avvocato Francesco Scaduto) dell’azienda che gli aveva lasciato il debito. Secondo quanto è emerso, l’imputato, al di là del fatto che aveva usato metodi non proprio ortodossi, aveva preso di mira la persona sbagliata. Aveva cominciato a minacciare con telefonate e richieste di denaro il dipendente dell’azienda edile. Fino a quando la vittima di queste attenzioni aveva deciso di rivolgersi ai carabinieri e aveva presentato una denuncia. A nulla infatti erano serviti i tentativi dell’uomo di spiegare sia al presunto mandante che ai due esecutori delle minacce che non era lui ad aver lasciato il debito all’impresa edile. Evidentemente esasperato e impaurito dall’insistenza dei due estortori, la vittima aveva deciso di accettare di pagare. Avvisando però i carabinieri che avevano preparato la trappola. L’obiettivo era quello di cogliere in flagrante i due. Così il giovane (ora ha 40 anni circa, i fatti sono del 2001) dette appuntamento ai suoi estorsori proprio a casa sua: i due uscirono con 150 euro e un assegno bancario dell’importo di 4mila euro, evidentemente pensando di avere ottenuto ciò che volevano e di poterla fare franca. Dopo il loro arresto i carabinieri erano arrivati al presunto mandante, ora a giudizio. Ieri, in tribunale a Pisa, è iniziato il processo con la costituzione della parte civile e l’audizione dei testimoni dell’accusa. Prossima udienza l’8 aprile. –

S.C.

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