Italia
Gastone, il “cervellone” creatore di MoBot che alla fuga all’estero ha preferito l’aria di casa
Dopo le esperienze a Londra e in America Ciuti è tornato a Pisa ed è a capo della Mediate, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna
il personaggio
Ha 36 anni e da pochi mesi è diventato papà. Pisano doc, amante della sua città e del Paese in cui vive. Tanto che ha deciso di restarci per studiare e sviluppare le sue conoscenze.
«Non sopporto chi fugge dall’Italia, non ho mai pensato di farlo. Sono fortunato, perché abitando a Pisa ho a disposizione una rete universitaria e di ricerca tra le migliori in assoluto nel mondo. La Scuola Sant’Anna, poi, è un luogo davvero stupendo dove fare ricerca». A parlare è Gastone Ciuti. La mente che sta dietro a MoBot, il robot intelligente che fa la spesa, la consegna a casa dei cittadini e svolge anche altre commissioni, attualmente in sperimentazione a Peccioli.
«Abbiamo iniziato a lavorarci nel febbraio 2018 – racconta – e in poco tempo siamo riusciti a portare a termine un prototipo già molto ben assemblato, che resiste all’acqua e sa eseguire vari ordini». La storia di Gastone è quella di molti “cervelloni” italiani. Dopo essersi diplomato a Pisa, scappa all’estero per affinare le sue conoscenze. Frequenta l’Imperial College di Londra, prestigiosa università britannica specializzata in scienza, tecnologia, medicina ed economia, regolarmente classificata tra le migliori università del mondo. Poi un salto in America, ma con un obiettivo chiaro in testa. «Ho sempre avuto il pallino di rimanere nel mio Paese. Spesso i ricercatori ricevono una buona istruzione in Italia e poi si svendono all’estero», dice ancora Ciuti, che dopo la parentesi all’estero è tornato in Italia grazie alla Scuola Superiore Sant’Anna. «Ho trovato un ambiente eccezionale, dove ho potuto esprimermi», prosegue. Oggi Gastone Ciuti è un ricercatore universitario “Tenure track”, ovvero in valutazione, in attesa di diventare associato. È un ingegnere biomedico, ha studiato all’università di Pisa dove si è laureato con una tesi sulla biorobotica.
Oggi è a capo della Mediate, un’azienda spin-off della Scuola Sant’Anna costituita con lo scopo di portare sul mercato sviluppi scientifici e tecnologici nella robotica in grado di migliorare l’efficienza e la qualità di processi medici e industriali.
Sono molti gli sviluppi recenti in una varietà estesa di campi, quali l’intelligenza artificiale, l’elaborazione delle immagini, il rilevamento e il cloud computing. Tutti settori della tecnologia che hanno ispirato Mediate srl ad umanizzare le tradizionali applicazioni robotiche per migliorare lo sviluppo dei suoi prodotti. Attualmente Mediate srl ha due principali aree di business: robotica industriale e le piattaforme per la robotica medica.
Il settore industriale si concentra sullo sviluppo e sulla commercializzazione di una piattaforma robotica industriale e collaborativa, modulare, a costi ridotti di integrazione, flessibile e di semplice apprendimento, composta da tre moduli chiave - percezione, intelligenza e attuazione - che permette attività in collaborazione uomo-robot. —
Tommaso Silvi
Altro servizio a pag.13
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