Il Tirreno

Pontedera

città in lutto 

Addio a Grandoli maestro alabastraio

A.Q.

L’artista artigiano è morto per malattia all’eta di 88 anni Grande cordoglio per una figura mitica di Volterra

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VOLTERRA. È morto all’età di 88 anni Aulo Grandoli, conosciuto in tutta Volterra con il soprannome di Pupo. Un personaggio storico legato all’antica arte della lavorazione di alabastro. Figura mitica di una città etrusca che, fatalmente, non c’è più. E che, con il suo decesso, avvenuto per malattia, rischia di scomparire definitivamente. Grandoli era il simbolo della Volterra caratterizzata dalle botteghe artigiane, delle mani impregnate di polvere di alabastro, di opere d’arte vendute in tutto il mondo. Un mito che si è spento l’altra sera a casa sua, circondato dall’affetto di parenti e amici.

Protagonista di tante storie sull’alabastro e su Volterra, ma anche di un murale realizzato di fronte al circolo Arci di Borgo San Giusto da Nico Lopez Bruchi, di Elektro Domestik Force. Le sue opere sono state esposte in numerose iniziative culturali a Volterra e non solo e la sua arte è stata tramandata a tanti appassionati di questo mestiere, ma in particolar modo a sua nipote Elisa Grandoli che ha rilevato la bottega-laboratorio dello zio, nel 2015, quando quest’ultimo ha deciso di lavorare a casa.

Oltre ad essere uno dei più famosi artisti dell’alabastro, il Pupo è stato anche impegnato politicamente a sinistra, tanto da presentarsi come candidato al consiglio comunale alle elezioni del 1999 con la lista Alternativa per Volterra, guidata da Renato Bacci. Non ci sarà funerale.

«Con te se ne va un pezzo di Volterra, ma vogliamo avere la forza di non dimenticare mai il tuo spirito, l’amore per il tuo lavoro, il tuo sarcasmo e la tua fine ironia, tutta volterrana». Così il sindaco Marco Buselli, a cui si è aggiunto l’annuncio dell’assessore al turismo, Gianni Baruffa: «Insieme ai ragazzi del Collettivo Distillerie, coorganizzatore del San Luca, abbiamo deciso che il prossimo San Luca degli Alabastrai lo dedicheremo al Pupo».

Anche l’Anpi ha ricordato Grandoli, spiegando che «non si è mai sottratto dalla collaborazione e dall’offrire idee per salvaguardare la qualità di un mestiere che sta scomparendo e ha lavorato nella sua bottega finché le forze lo hanno sostenuto. Proveniente da famiglia di valorosi antifascisti, nel suo quartiere di origine, i Borghi, importante presidio democratico della nostra città, ha sempre partecipato con generosità alla vita associativa da appassionato di caccia e pesca e da comunista senza tessera».

Da Nico Bruchi il ricordo è struggente: «Quando finii il murale che lo rappresenta eravamo ai tavoli del circolo con altri suoi amici e lui mi disse: “Nico io ti voglio ringraziare, ma tanto! Per tutta la vita questi brodi dei miei amici mi hanno preso in giro perché ero il più piccolo di tutti (di statura), ma da oggi possono solo star zitti! Ora che tutti i giorni mi vedranno così grande gliene dico io vai!”. Per me è sempre stato grande e continuerà ad esserlo per sempre. La sua umiltà, la sua ironia, il suo talento ed il suo impegno lo hanno reso un uomo eccezionale ed un grande artista, amato da molte generazioni».

Ricordi del Pupo anche da parte del Partito democratico di Volterra e di Potere al Popolo, insieme a tantissimi cittadini che hanno voluto sancire l’importanza della perdita di un pezzo di storia della città etrusca. —

A.Q.

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