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cerimonia in municipio 

Il prefetto consegna lo stemma a Montopoli: «Una grande giornata»

Nilo Di Modica
Il prefetto consegna lo stemma a Montopoli: «Una grande giornata»

Gli emblemi araldici concessi da Mattarella, l’orgoglio del sindaco: «Siamo ancora quel “castello insigne” celebrato da Boccaccio»

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montopoli. «Gli enti locali sono il primo accesso alle istituzioni per i cittadini. Lo sono per Costituzione, anche per onorare questo oggi sono qui». Lo ha detto il prefetto di Pisa Giuseppe Castaldo ieri mattina in occasione della consegna ufficiale degli emblemi araldici del Comune al sindaco Giovanni Capecchi. La fine di un percorso iniziato nel 2007, quando il Comune di Montopoli fu insignito del titolo di Città, ma anche l’epilogo felice di uno studio araldico portato avanti dal dottor Michele Fiaschi, che dopo attenta disamina dei documenti d’archivio è infine giunto a quello che d’ora in poi sarà lo stemma definitivo del Comune, noto per i due topi “controsalienti” la collina, sovrastata dalla croce cristiana su campo celeste. «Una giornata importante – ha continuato il prefetto nel corso della cerimonia, alla quale hanno preso parte autorità civili e militari, oltre al consigliere regionale Andrea Pieroni. – Gli emblemi araldici (stemma, gonfalone e bandiera, concessi con decreto del presidente della Repubblica Mattarella del 12 luglio 2018, ndr) valorizzano una cultura e giornate come queste sono una grande cosa. Sto apprezzando la bellezza di questo posto. Stare vicino alle comunità è un compito che cercherò sempre di portare avanti».

«Un onore per me – ha aggiunt Capecchi – ma anche per tutta la comunità. Qui si ha ancora la possibilità di vivere a misura d’uomo, in un contesto che unisce un settore strategico come quello della lavorazione della pelle con la bellezza della campagna. La qualità della vita è buona, il lavoro c’è. Montopoli è ancora quel “castello insigne” celebrato dal Boccaccio».

«Una materia, l’Araldica, tanto affascinante quanto complessa» ha esordito Fiaschi, che ha dovuto barcamenarsi fra le descrizioni del blasone succedutesi fra il XIV secolo, quando venne utilizzato per la prima volta alla festa degli omaggi a Firenze e la fine dell’Ottocento, quando Ricasoli commissionò l’Atlante Araldico dei municipi della Tosca per Vittorio Emanuele II. «Da questa ricerca – dice – è risultato che l’iconografia da ritenere corretta è quella del sigillo del 1503 con i due topi contro salienti». —

Nilo Di Modica

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