Sicurezza
Cavalli morti, esposto in procura dei volontari
Dopo la riunione tra Asl e Istituto zooprofilattico l’associazione Ihp attende di conoscere la verità «Non sappiamo ancora niente»
VOLTERRA. Tutto tace sul fronte dei responsi di laboratorio delle analisi sui campioni prelevati dai cavalli morti misteriosamente al centro di recupero gestito dalla Italian horse protection (Ihp) a Tignano di Volterra. E la onlus presieduta da Sonny Richichi, proprio per questo, ha intenzione di rivolgersi alla procura di Pisa: «Presenteremo una sorta di esposto per descrivere la vicenda ed esprimere le nostre perplessità».
Nel mirino dei volontari che si prendono cura di cavalli vittime di maltrattamenti e di abbandoni e sequestrati dalla magistratura, ci sarebbero i tempi con cui Asl e Istituto zooprofilattico stanno conducendo le verifiche su organi e tessuti prelevati dagli animali deceduti. «Non vogliamo accendere ulteriori polemiche – afferma Richichi – ma ci pare giusto denunciare alla Procura una vicenda che comincia ad assumere toni grotteschi. I primi decessi sono avvenuti all’inizio di gennaio. Dopo oltre due mesi e mezzo non sappiamo ancora nulla».
Nei giorni scorsi si è svolta una riunione tra tecnici di Asl e Istituto zooprofilattico in cui è stato deciso di avviare un’indagine epidemiologica, chiamando in causa anche l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arpat) a cui affidare il campionamento dei terreni e provare a individuare la possibile causa della morte. Dallo stesso incontro era emersa l’intenzione di ampliare le analisi sui tessuti e sugli organi prelevati dai primi otto cavalli morti e analizzati in un primo momento all’istituto zooprofilattico di Bologna, affidando la verifica ai lavoratori pisani dello stesso istituto. Ma ancora non sono arrivate conclusioni.
Il timore della Ihp è che tutto passi nel dimenticatoio senza aver trovato una causa a queste morti misteriose. —
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