Il Tirreno

Pontedera

Il caso di Santa Lucia 

Asilo “fantasma”, il sindaco si difende «Siamo in regola»

Sabrina Chiellini

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PONTEDERA. Il sindaco Simone Millozzi difende la scelta di aver costruito la scuola dell’infanzia di Santa Lucia su un terreno che è rimasto di proprietà privata, mai accatastato come pubblico. «Siamo in regola – dice Millozzi – perché abbiamo costruito con un contratto atipico di concessione della detenzione temporanea di bene immobile». Il Comune spiega di aver costruito su un terreno che il proprietario «ci ha consegnato e su cui ci ha autorizzato la costruzione della scuola con la sottoscrizione di atto legittimo».

Ma l’edificio scolastico non può essere accatastato. Manca un passaggio che dal 2015 non è stato formalizzato. Il titolo per il possesso del terreno scricchiola. «Abbiamo rimandato il trasferimento della proprietà (con le connesse attività di registro e catastali) al momento della sottoscrizione di una convenzione urbanistica che riguarda altri terreni del medesimo proprietario e legati ad un piano di lottizzazione». Secondo Millozzi «non c’è legame oggettivo tra le due vicende (la convenzione urbanistica è da sottoscrivere per esigenze legate ai lottizzanti). Ma solo un legame soggettivo: chi ci ha dato il terreno su cui costruire la scuola non ha ancora firmato una convenzione di lottizzazione su altri suoi terreni».

L’iter è in via di definizione. L’amministrazione vorrebbe chiudere la faccenda prima della fine della consiliatura. «Noi abbiamo fatto solo una buona attività amministrativa con cui abbiamo gestito l’intera operazione per raggiungere l’obiettivo in favore della comunità e nel rispetto delle prerogative dei privati. Se è vero, come è vero, che a tutti i poeti manca un verso, quello di cui si tratta è invece un bell’endecasillabo della città», dice Millozzi. Ma i rischi ci sono. E poi la scelta di un contratto atipico con il patto di un futuro acquisto dell’area deve avvenire in circostanze particolari e solo dopo aver dimostrato l’impossibilità al ricorso ai procedimenti tipici della pubblica amministrazione. «Questo vizio nella procedura – dicono Matteo Arcenni e Matteo Bagnoli di Fratelli d’Italia – rischia di essere un problema per il Comune e le sue casse. Se il titolare dei terreni lo richiedesse, l’amministrazione dovrebbe pagare a lui un maxi risarcimento. Chi pagherà per la scuola fantasma? ». –

Sabrina Chiellini



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