Il Tirreno

Pontedera

agguato in via dei cerchi 

Orefice preso a bastonate da due incappucciati

Marco Sabia
Orefice preso a bastonate da due incappucciati

L’aggressione sotto casa: «Non hanno detto una parola, ho iniziato a gridare e sono fuggiti». Indagano i carabinieri

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FUCECCHIO. Mancavano pochi minuti alle 20, quando prima di entrare in casa è stato aggredito da due uomini incappucciati, che senza proferire parola l’hanno colpito con due bastonate alla testa. Un’aggressione che ha visto come vittima un orefice che vive in via dei Cerchi a Fucecchio.

L’uomo – che è stato poi curato in pronto soccorso – ha riportato ferite alla testa guaribili in otto giorni. Un’aggressione che non trova per ora una spiegazione e sulla quale i carabinieri – intervenuti poco dopo – stanno indagando. Anche perché i due aggressori, dopo aver colpito l’uomo, sono scappati, senza dire né chiedere niente: «Forse volevano rapinarmi o comunque rubarmi quello che avevo addosso – ha spiegato la vittima, che il giorno dopo (ieri ndc) è tornato a lavoro – non ho una spiegazione precisa. Di fatto mi sono visto arrivare questi due incappucciati che mi hanno colpito alla testa, senza dire una parola. Io ho iniziato ad urlare e forse questo li ha messi in fuga, si sono impauriti di essere beccati. Sul momento non ho nemmeno ben capito cosa avessero in mano, non so se fossero dei bastoni o altro. La paura è stata tanta, per fortuna non ho riportato ferite gravi».

Probabilmente i due aggressori sono rimasti spiazzati dalla reazione dell’orefice, che si è messo ad urlare sul marciapiede di casa, chiedendo aiuto. L’aggressione a bastonate è avvenuta in una strada non lontana dal centro cittadino, non in una zona isolata di campagna sprovvista di lampioni e con poche abitazioni.

Oltretutto l’uomo è stato colpito nel punto più visibile di via dei Cerchi, cioè poco prima che questa strada incontri via Fucecchiello, una delle principali arterie fucecchiesi. I carabinieri, che sono intervenuti poco dopo, hanno raccolto la testimonianza e la denuncia dell’uomo, che poi ha fatto ricorso alle cure del pronto soccorso del San Giuseppe di Empoli. I militari della compagnia di via Tripoli e del nucleo radiomobile stanno vagliando ogni possibile ipotesi dietro l’aggressione “muta”, dalla tentata rapina andata male in poi. L’aggressione fuori dal cancello di casa sarebbe potuta essere anche propedeutica all’entrare dentro e farsi consegnare quanto di prezioso eventualmente presente all’interno dell’abitazione (come già avvenuto in passato). Ma su questo, come detto, stanno indagando i carabinieri. —

Marco Sabia

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