Il Tirreno

Pontedera

assistenza agli anziani 

Il Remaggi si rimette a caccia di un nuovo direttore generale

S.C.

Dopo la selezione annullata il consiglio di amministrazione corre ai ripari ma per fare il bando stavolta cerca un consulente esperto in materia

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CASCINA. Il consiglio d’amministrazione dell’istituto “Remaggi” ha concluso la procedura di annullamento in autotutela dell’avviso pubblico per la selezione del direttore della struttura. E su questo non ci piove. Resta però da capire come gli amministratori intendano procedere per arrivare alla nomina di un altro direttore, visto che il dottor Eduardo Falzone ha lasciato l’incarico ormai da alcuni mesi, cioè da ottobre scorso. E poco o nulla è stato fatto in tutti questi mesi. Allo stato attuale non è chiaro neppure chi dovrà chiudere il bilancio della società controllata dal Comune.

L’istituto, dopo il pasticcio per la nomina del direttore, è andato avanti senza un direttore e tutti gli atti vengono firmati dal presidente, organo politico di rappresentanza. Dunque, secondo la legge regionale, questa situazione non potrà andare avanti ad oltranza. Cosa sta succedendo? Che qualcuno firma atti di gestione anche se non potrebbe farlo.

Nel frattempo, non è chiaro nemmeno come si intenda procedere nella ricerca di un altro direttore. Il Cda sta pensando di affidare all’esterno un incarico (si pensa a un consulente o a una società) per arrivare a pubblicare un altro avviso e fare dunque un’altra selezione.

Intanto, il sindacato, che aveva trovato un accordo di massima per la restituzione dei soldi che l’istituto aveva pagato in più ai dipendenti, sta cercando di capire cosa succederà. L’accordo infatti avrebbe dovuto essere ratificato da una delibera del consiglio d’amministrazione che non è mai stata presa.

Per il momento, chi è stato escluso dal precedente bando sta pensando se sia il caso o meno di chiedere i danni. Alla prima selezione avevano partecipato 11 candidati, 4 erano stati ammessi alla fase del colloquio. Poi però erano stati convocati tutti e alla fine aveva vinto una professionista che non era tra i quattro ammessi inizialmente. Sul sito dell’ente erano state date notizie sull’andamento della selezione che poi è stata annullata. Alla vincitrice era stata in qualche modo data la notizia dell’imminente incarico. Ma poi alcuni giorni dopo, dal sito istituzionale dell’Apsp, dove sono stati pubblicati i vari documenti, la stessa professionista aveva scoperto che forse quel lavoro non lo avrebbe avuto anche se era era stata nominata direttore il 24 dicembre.

«Sono trascorsi circa due mesi senza che sia cambiato molto: forse le sfugge – si era sfogata la professionista in una lettera aperta inviata al presidente – che ho rinunciato a incarichi professionali e ad impegni imprenditoriali sia in Italia che all’estero, impegni che ho disdetto per poter essere pronta alla chiamata che mi era stata presentata come impellente per la firma del contratto».

Storia finita. Incarico annullato. Tutto da rifare. Sono passati altri due mesi e di decisioni ancora non ne sono state prese. E anche l’amministrazione comunale al momento non sembra riuscita ad incidere più di tanto sui ritmi del consiglio d’amministrazione dell’azienda che si occupa dell’assistenza agli anziani. –

S.C.



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