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Certosa invisitabile Lettera al ministro

Certosa invisitabile Lettera al ministro

Appello a Bonisoli da parte dell’associazione calcesana  che da tempo si batte per la valorizzazione del monumento

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calci. I destinatari sono due: il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Alberto Bonisoli e il direttore del Polo Museale della Toscana Stefano Casciu. E più che una lettera è un vero e proprio grido di dolore e una richiesta di aiuto di un gruppo di cittadini e con loro di un intero territorio per le difficoltà con le quali è costretta a fare i conti quotidianamente una delle meraviglie della provincia di Pisa e dell’Italia tutta: la Certosa di Calci. Poco personale, aperture a singhiozzo, eventi ridossi al lumicino, centinaia e centinaia di visitatori che restano fuori.

A prendere carta e penna sono stati i rappresentanti dell’Associazione degli Amici della Certosa di Pisa a Calci – che ad oggi conta trecento soci – con la loro presidente Fabiola Franchi. L’associazione parla di «grandissima e viva preoccupazione» rispetto alla situazione attuale della Certosa. «Ci sembra evidente – a prescindere dalla individuazione di responsabilità che non è nostro compito affrontare – che una mancata incisività nel rimuovere alla radice le cause di un progressivo declino stia velocemente provocando l’atrofizzazione del nostro patrimonio culturale. Ci riferiamo alla prima e più importante questione, che a nostro avviso è alla base del funzionamento dell’intera Amministrazione, vale a dire la gravissima carenza di personale che affligge il settore».

«Il Museo nazionale della Certosa monumentale di Calci a partire dall’estate del 2018 è parzialmente chiuso, vale a dire soffre di pesanti limitazioni negli orari di apertura al pubblico. Infatti, attualmente ci sono soltanto cinque custodi contro i sedici del 2008 e gli otto presenti fino all’inizio del 2018. I cinque custodi oggi in servizio non riescono a garantire le normali aperture non potendo ex lege essere presenti sui due turni giornalieri (per normative ministeriali non possono esserci meno di tre custodi per turno, viste le mansioni di addetti all’accompagnamento dei visitatori)».

«Le aperture nel 2019 - prosegue la lettera - sono limitate alla mattina del martedì, mercoledì e giovedì e al pomeriggio del venerdì e del sabato. Al di fuori di queste fasce orarie, la Certosa di Calci è sconsolatamente chiusa. È chiusa anche la domenica, ad eccezione della prima di ogni mese. La carenza di personale rende inoltre quasi impossibile l’organizzazione di eventi all’interno del monumento, naturalmente concordati con la direzione. E così il gioiello della Valgraziosa, al cui sostegno si sono mobilitati oltre 90mila cittadini nella campagna dei Luoghi del Cuore del FAI del 2014, oggi desolatamente respinge di fatto centinaia e centinaia di visitatori, molti dei quali ignari si approssimano fino all’entrata trovandola chiusa».

C’è un problema di risorse che ovviamente l’associazione non ignora ma anche il fatto che la Certosa è il «Museo più importante della nostra provincia dopo Piazza dei Miracoli. A lei, signor Ministro, chiediamo di intervenire al più presto per risolvere la carenza di personale che affligge il Museo monumentale della Certosa e la invitiamo a prendere contatti con le istituzioni interessate. La invitiamo anzi a prendere in considerazione l’ipotesi di una gestione unica dei due musei, già oggetto, a quanto ci risulta, di una proposta avanzata da Comune di Calci, Regione e Università di Pisa». —

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