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accuse alla giunta 

Mobbing in Comune, il Pd fa appello alla Corte dei conti

A.Q.
Mobbing in Comune, il Pd fa appello alla Corte dei conti

Interrogazione di Volterra Futura sul caso di Rita Moretti: «È danno erariale» Il trasferimento della dipendente di Palazzo dei Priori è costato 66mila euro

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VOLTERRA. Il gruppo consiliare di opposizione che si rifà al Partito democratico, Volterra Futura, presenta il conto politico alla giunta del sindaco Marco Buselli rispetto al “caso Rita Moretti”, la dipendente del Comune il cui trasferimento d’ufficio si è trasformato in una causa per mobbing vinta dall’impiegata. E che è costata complessivamente 66mila euro alle casse di Palazzo dei Priori, di cui circa 24mila di risarcimento e spese legali in favore della lavoratrice.

Una vicenda chiusa con un accordo extragiudiziale che il capogruppo di Volterra Futura e candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative, Giacomo Santi, ha tirato in ballo durante la recente seduta del consiglio comunale, annunciando l’intenzione d’inviare la documentazione alla Corte dei conti per verificare se esistono i presupposti per un danno erariale.

Secondo il documento, presentato da Santi, è «a dir poco irrituale la decisione di addivenire a un accordo da parte di un ente della pubblica amministrazione, con l’inconsistente giustificazione di perseguire “l’interesse pubblico del Comune”, inteso come eliminazione di “ogni eventuale contenzioso che potrebbe vedere il Comune soccombente”». Nell’interrogazione, poi, si ricorda «come in questa vicenda, che ha malauguratamente riguardato Rita Moretti, l’amministrazione comunale abbia strumentalmente ricercato il coinvolgimento della Rsu dell’ente e del Partito democratico nel tentativo di distogliere l’attenzione dalle gravi irregolarità sui prelievi di carburante per le auto dell’amministrazione verificatesi nel 2013».

Prima del trasferimento dell’allora rappresentante del sindacato dei lavoratori del Comune e sorella del segretario volterrano Pd in quel periodo, Palazzo dei Priori fu investito da un caso di prelievi irregolari di carburante per le auto del Comune di Volterra. Dopo aver ottenuto l’annullamento del provvedimento con cui era stata trasferita ad altro ufficio, Moretti aveva presentato una casa di risarcimento da oltre 200mila euro.

«Su quali basi si è ritenuto di addivenire a un accordo, facendo gravare sull’amministrazione un ulteriore esborso di denaro pubblico?», è una delle domande del Pd alla giunta del sindaco Buselli. E poi: «Ha intenzione l’amministrazione comunale di Volterra di intraprendere azioni legali nei confronti delle persone che, con il loro comportamento, hanno causato la perdita di 65mila euro provenienti dalle casse comunali, con lo scopo - sacrosanto - di recuperare questa somma alla collettività?».

Nella risposta scritta resa dal sindaco, durante la seduta del consiglio comunale, è stato riassunta l’ultima parte della vicenda, quella relativa all’accordo tra l’amministrazione comunale e i legali di Rita Moretti, la quale «ha rinunciato a tutte le domande proposte in ricorso, nonché a ogni ulteriore pretesa dipendente o connessa a quelle proposte nel presente giudizio e a quelle addotte nel giudizio che si è concluso con la sentenza del giudice del lavoro del tribunale di Pisa». –

A.Q.



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