Il Tirreno

Pontedera

caos a santo pietro 

Bimbi esclusi dalla scuola del paese: firme e ricorso al Tar

F. T.

I genitori: ripristinare il criterio della vicinanza, no alla priorità a chi è nato prima  La sindaca alla preside: «C’è l’autonomia, ma serve più condivisione nelle scelte»

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capannoli. Nell’unica scuola primaria dove si fa il tempo pieno, non c’è posto per tutti. E tra i criteri per la redazione della graduatoria, non c’è più quello della vicinanza, eliminato dal consiglio d’istituto. Non solo: i parametri (che dovrebbero fare selezione) non sono efficaci, tanto che quasi tutti i bambini arrivano a pari-merito. Secondo i genitori a quel punto dovrebbe esserci il sorteggio e invece la dirigente decide di privilegiare la data di nascita. E alla fine a restare fuori sono 5 bambini su 10 del paese. Apriti cielo: i genitori lanciano una petizione per ridare peso alla “vicinanza”, il dibattito politico (in piena campagna elettorale) si infiamma, così come si riaccende il campanilismo. E sul criterio della data di nascita partirà il ricorso al Tar. Insomma, le iscrizioni alla primaria di Santo Pietro Belvedere hanno scatenato il caos.

Ma andiamo con ordine, partendo dalla questione della vicinanza, «criterio cancellato – spiega Federico Nardini, referente del comitato dei genitori – dal consiglio d’istituto già un anno fa. Ma il problema non si era posto, perché l’anno scorso c’era la possibilità di attivare due classi prime. Ora però tutte le sei aule del plesso sono utilizzate e quindi a settembre ce ne sarà una sola» a Santo Pietro, l’unica primaria del comune di Capannoli dove viene fatto il tempo pieno. «Non è una contrapposizione tra Santo Pietro e Capannoli ma il criterio della vicinanza è raccomandato anche dal Ministero: non ha senso mandare i bambini col pulmino in un altro paese quando c’è la scuola qui. Vogliamo raccogliere mille firme da inviare ai vertici scolastici e istituzionali provinciali e regionali. E anche al ministro, con l’obiettivo di far tornare indietro il consiglio d’istituto».

La dirigente del Comprensivo Lidia Sansone, respinge le accuse: «Il consiglio, che stabilito i criteri, è un organo collegiale eletto democraticamente. E comunque, come i bambini di Capannoli vanno a Santo Pietro, quelli di Santo Pietro possono andare a Capannoli. Tutti i genitori devono poter scegliere senza essere condizionati da criteri territoriali. Non ho partecipato all’ultima assemblea pubblica (lunedì, ndr), ma ho detto ai genitori di presentare una proposta, che sarà valutata dal prossimo consiglio d’istituto. Il criterio della data di nascita? È così da sempre». La vicenda era già arrivata sui banchi del consiglio comunale, con l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno fatto di buoni intenti che si sono scontrati con la realtà: «Ricordiamoci – spiega la sindaca Arianna Cecchini – che c’è l’autonomia scolastica e che di conseguenza certe decisioni sono del consiglio d’istituto. È da tempo che auspico una maggiore condivisione delle scelte, di più non posso fare. E fa rabbia vedere, invece, che c’è chi la butta in politica. Investiamo molto in strutture e progetti, ma non possiamo entrare nelle decisioni dell’Istituto». Tuttavia la vicenda non finisce qui, come assicura Sabrina Sartini, mamma di due bambini santopietrini: «Faremo ricorso al Tar contro la priorità data a chi è nato prima. Sapevamo che con quei criteri il sorteggio era inevitabile, per questo avevamo chiesti ulteriori “paletti”. Ma la dirigente non ne ha voluto sapere. Poi, con 25 bimbi a pari merito, ha voluto scegliere il criterio della data di nascita, che non era previsto. Ecco perché facciamo ricorso, anche se potrebbe anche peggiorare la situazione (così 5 bimbi su 10 sono iscritti, con il sorteggio chissà...)». —

F. T.

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